Notizie e informazioni utili per casi particolari legate al mondo del risaricmento danni.

In questa sezione del sito si possono trovare articoli utili e casi specifici dove è possibile richiedere il risarcimento danni e far valere i propri diritti.

La frattura al setto nasale può comportare un trattamento di lungo termine dovuto persino alla necessità di sottoporsi ad un intervento chirurgico e, di conseguenza, ad un lungo periodo di degenza.
Le spese mediche necessarie possono pesare sul bilancio familiare, così come il mancato guadagno e/o il lucro cessante.
Il calcolo del danno biologico e delle lesioni è quindi il passo necessario per trovare il giusto rimborso, anche quando si parla di risarcimento danni per malasanità o di risarcimento danni per intervento chirurgico sbagliato.

Analizzati i fatti nel modo più oggettivo possibile, si sceglie la strategia più idonea al caso concreto per ottenere ciò che spetta. Coloro che hanno subito questa tipologia di torto possono infatti trovare soddisfazione economica mediante querela  o denuncia.

Il rischio di allagamento in un contesto domestico, e il conseguente risarcimento danni per infiltrazioni di acqua, è una situazione che preoccupa  chiunque possieda un appartamento. Si tratta peraltro di incidenti molto comuni, tanto che i sinistri legati alle assicurazioni per danni da acqua condotta sono considerati tra i più frequenti.

Rotture improvvise delle tubature, scarichi intasati e allacciamenti danneggiati comportano spese di riparazione e di risarcimento danni al condominio o ai vicini di casa piuttosto elevate.

Il risarcimento danni per infortunio sul lavoro è un tema complesso, regolato da norme legislative riferite sia all’assistenza obbligatoria da parte dell’Inail, sia al datore di lavoro, obbligato a sua volta al risarcimento dei danni nelle voci non gestite dall’Istituto.

Nella maggior parte dei casi, un lavoratore infortunato si avvale unicamente del risarcimento da parte dell’Inail, ignorando che anche il datore di lavoro, attraverso la sua copertura assicurativa, è obbligato a sua volta a risarcirlo sia da danni fisici che morali.

Per tale ragione è importante che una pratica di infortunio sia gestita con la massima precisione da un professionista esperto in materia, al fine di individuare quale sia il metodo corretto da seguire.  

Quando si vive in un condominio, uno dei timori più grandi è quello di subire dei danni arrecati da ristrutturazioni altrui o inerenti a parti comuni del condominio stesso.

Durante le ristrutturazioni, aldilà dei disturbi provocati dai rumori prodotti dagli strumenti come frese e martelli pneumatici, non è raro scoprire che la propria abitazione presenti un'infiltrazione sulla parete adiacente al vicino che rifaceva il bagno poiché la tubatura si è bucata.

Può capitare altre volte che, ad esempio a causa dell'usura e della vetustà, una tubazione condominiale si rompa causando un grosso danno alla propria abitazione che risulta allagata. È possibile ottenere un risarcimento economico in entrambe le situazioni sopra evidenziate, ma bisogna distinguere i soggetti contro i quali agire.

Sono moltissime le persone che decidono di rivolgersi alla chirurgia estetica per migliorare il loro aspetto, correggere quelle piccole imperfezioni che le fanno sentire poco attraenti. Talvolta però purtroppo i risultati ottenuti sono ben lontani da quelli auspicati. Può accadere infatti di imbattersi in chirurghi estetici non professionali e ritrovarsi così, magari, un naso rovinato. Cosa fare e come muoversi allora per ottenere un risarcimento danni per intervento chirurgico sbagliato? Affidarsi ad un esperto nel settore, che da molti anni segue e tutela le persone rimaste vittima di interventi errati può rappresentare la via migliore per ottenere un corretto calcolo danno biologico e lesioni che porti ad un risarcimento danni adeguato.

Naso rovinato da interventi chirurgici errati: quale risarcimento spetta al danneggiato

Il danno causato all'aspetto estetico di una persona con un intervento sbagliato di chirurgia estetica al naso comporta pesanti condanne per il medico non professionale.

Nel caso in cui si presenti un disservizio nella fornitura di energia elettrica è possibile chiedere un risarcimento danni la cui entità e natura varia in base al problema avuto. In particolare possono essere richiesti dei risarcimenti per i danni provocati da una sovratensione o da interruzioni di energia elettrica ma anche per la presenza di alcuni disservizi.

Risarcimento danni per sovratensione Enel

Nel caso in cui una sovratensione causi danni agli impianti di un'abitazione è possibile chiedere rimborso utilizzando la procedura telematica per avviare un tentativo di conciliazione che può risultare positiva o negativa. In caso di mancato accordo verrà siglato un verbale di conciliazione negativa cui potrà conseguire la citazione in giudizio dell'Enel dinanzi all’Autorità Giudiziaria competente, per la richiesta di risarcimento danni.

Secondo quanto stabilito dalla legge e in vista del fatto che la produzione di energia elettrica viene considerata dal codice civile attività pericolosa, è compito dell'ente gestore dimostrare di essere comportato con diligenza avendo posto in essere tutte le precauzioni del caso per evitare ogni tipo di danno.

Il calcolo del danno biologico, ad esempio per una cicatrice indelebile comparsa in occasione di un tamponamento a catena o di un episodio di malasanità, non è sicuramente semplice. Ciò non toglie che a qualsiasi danno subito debba corrispondere un indennizzo, come nel caso di un risarcimento danni incidente stradale o di un risarcimento da Intervento chirurgico sbagliato.

La Corte di Cassazione definisce tale tipologia di indennizzo come “non patrimoniale”, categoria che comprende danni morali, esistenziali, biologici, agli affetti e così via. I danni estetici appartengono perciò al suddetto gruppo di casi. Presso il Tribunale di Vicenza è stata fatta recentemente chiarezza in merito alla gestione di queste circostanze, in particolare con la sentenza n.481 del 20 febbraio 2018.

Riferimenti normativi e caratteristiche generali

Nell'ordinamento italiano la maggior parte delle norme in tema di risarcimento danni derivano dal codice civile. Vengono in rilievo, a tal proposito, l'art. 2043 e l'art. 1223: entrambi si riferiscono a due tipi diversi di responsabilità e si differenziano a seconda che il rapporto che intercorre tra le parti sia regolato da un contratto o meno.

A chi non è capitato di inciampare a causa di un marciapiede malridotto o di forare una ruota della propria auto per via di una buca nel manto stradale non segnalata?

In casi simili, ci si chiede immediatamente se l’evento lesivo sia addebitabile solo alla nostra disattenzione o se, invece, non sussista anche la responsabilità di chi è incaricato della manutenzione di strade, piazze o giardinetti pubblici.

Si è molto discusso sulla configurabilità di un rapporto di “custodia” tra la pubblica amministrazione ed i beni (ad essa appartenenti) destinati all’uso da parte del pubblico.

Solitamente la nascita di un bambino è considerata uno degli eventi più belli che possano accadere nella vita. Tuttavia, succede sempre più di frequente che, nonostante i progressi della scienza che consentono di monitorare al meglio l’andamento della gravidanza, si verifichino nascite di bambini affetti da gravi patologie, tali da condizionarne la loro vita e quella dei genitori.

In materia di procreazione si riscontrano diverse problematiche giuridiche; tra le più rilevanti vi è proprio quella della risarcibilità dei danni derivanti dalle c.d. “nascite indesiderate”.

In particolare, l’ipotesi che si sta per analizzare è quella in cui, durante il periodo di gestazione, il medico ha colpevolmente omesso di diagnosticare o di comunicare alla donna eventuali malformazioni ed altre anomalie del feto.

Il vincolo contrattuale

La stipula di un contratto fa sorgere a carico dei contraenti un vincolo giuridico che consiste nell’obbligo di rispettare le regole che essi stessi si sono autoimposti.

Nel contratto di locazione, ad esempio, una parte (il locatore), si obbliga a far godere all’altra (il locatario o conduttore) una cosa mobile o immobile dietro il pagamento di un canone.

La responsabilità professionale del dentista

Principio cardine del nostro ordinamento è quello per cui il paziente vittima di malasanità ha diritto ad ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa dell’errore professionale.

Il dentista, come qualsiasi altro medico, nello svolgimento della sua attività professionale, è tenuto a rispettare le leges artis della medicina applicabili al suo settore e, in caso di negligenza, imprudenza o imperizia (ossia, in caso di violazione delle predette regole), il paziente ha diritto ad ottenere un risarcimento per i danni patiti.

In Italia il fenomeno della malasanità ha una portata tale da renderlo un argomento di ordine quotidiano. Di fronte all’ingiustizia di un errore medico ciò che immediatamente ci si chiede è se sussistono i presupposti per ottenere un risarcimento delle lesioni patite a causa dell’inadempimento del sanitario e qual è l’iter per giungere al risarcimento.

Cosa si intende per errore medico?
Anzitutto, va precisato che si ha ”errore medico” quando il professionista, per superficialità, imperizia o negligenza, pone in essere una prestazione (quindi, un intervento, una terapia o una diagnosi non corretta) che invece di portare un beneficio al paziente, cagiona un peggioramento delle sue condizioni di salute. Rientrano nei casi di malasanità anche l’omissione, il ritardo e l’errore di una diagnosi, della gestione della cura e della somministrazione di farmaci, di un esame.

Accade spesso di essere coinvolti in sinistri stradali e di non essere abbastanza preparati circa gli adempimenti da compiere nell’immediatezza.

Quanto agli accorgimenti preliminari va detto che in caso di incidente stradale bisogna, anzitutto, verificare se vi siano feriti e, laddove vi fossero, prestare loro assistenza.

È altrettanto opportuno mettere in sicurezza il luogo in cui si è verificato il sinistro e, se possibile, scattare delle fotografie ai veicoli coinvolti ed accertarsi della presenza di eventuali testimoni. Successivamente, se d’accordo, i conducenti dei veicoli interessati  possono procedere alla compilazione del modulo di contestazione amichevole, altrimenti si limitano a scambiarsi le generalità e ad inoltrare alle rispettive compagnie assicurative una segnalazione di sinistro.

Tali accorgimenti sono indispensabili ai fini dell’individuazione del responsabile del sinistro che sarà tenuto a risarcire i danni subiti dal veicolo ed, eventualmente, da chi vi era a bordo.

Salvo casi eccezionali in cui l’intervento estetico costituisce la conseguenza naturale di un intervento curativo, nella maggior parte dei casi si ricorre alla chirurgia estetica nella fiduciosa speranza di migliorare il proprio aspetto.

Ma, come comportarsi se l’intervento estetico non risponde alle proprie aspettative? È possibile “ripristinare” la situazione precedente? Si ha diritto ad ottenere un risarcimento del danno subìto?

Anzitutto va sfatato il mito degli “interventi riparatori” in quanto ci sono operazioni alle quali, se mal riuscite, è impossibile porre rimedio; inoltre, dalle statistiche emerge che solo su una minima  parte degli interventi scorretti è possibile intervenire con una nuova operazione di riparazione.

Il paziente vittima di malasanità ha diritto ad ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa dell’errore professionale.

Tale principio ha portata generale ed è valido altresì in ambito odontoiatrico.

I danni che più frequentemente si verificano durante un trattamento dentistico sono infezioni, ascessi, rottura di un impianto dentale, omissione o ritardata diagnosi, problemi con l’anestesia etc. Va da sé che da una prestazione odontoiatrica eseguita maldestramente possono derivare danni al paziente anche seri e permanenti.

Conclusosi il processo penale con la condanna dell’imputato, ci si chiede se ed in che modo la parte danneggiata, costituitasi parte civile, può ottenere il risarcimento del danno subito.

Poniamo il caso di chi ha subito delle lesioni personali e si è costituito parte civile nel processo che ha visto condannato l’autore del reato: in che modo ed in quale sede potrà ottenere il risarcimento dei danni (patrimoniali e non patrimoniali ) subiti in conseguenza della condotta delittuosa?

In via preliminare si impone una precisazione relativa al giudicato penale.

Prima di addentrarci nella questione relativa alle responsabilità da infiltrazioni d’acqua, è opportuno chiarire il concetto di “terrazzo di proprietà esclusiva” in relazione al concetto di “lastrico solare”.

È definita “lastrico solare” la superficie piana posta nella parte superiore del condominio che svolge, essenzialmente, la funzione di copertura.

Si parla, invece, di “terrazzo” nel caso in cui tale superficie sia circondata da ringhiere che consentono l’affaccio.

L’art. 50 c.p., in piena aderenza all’art. 112 Cost., conferisce al pubblico ministero la titolarità dell’azione penale.

In alcuni casi, però l’esercizio dell’azione penale non avviene d’ufficio nel momento in cui il P.M. viene a conoscenza di un determinato fatto di reato, ma, per la mancanza di particolare gravità dei fatti o per la natura del reato, la perseguibilità dell’illecito necessita di un impulso da parte della vittima: si parla, a tal proposito, di condizioni di procedibilità.

Ai sensi dell’art. 1571 c.c., la locazione è il contratto con il quale una parte, “locatore”, si obbliga a far godere all’altra, “locatario” o “conduttore”, una cosa mobile o immobile per un certo periodo di tempo, dietro il pagamento di un determinato corrispettivo (c.d. canone locatizio).

Dall’accordo tra locatore e conduttore sorge un contratto a prestazioni corrispettive.

Le principali obbligazioni poste dal legislatore a carico del locatore sono la consegna della cosa locata, l’impegno a mantenerla in uno stato tale da consentirne l’uso pattuito e la garanzia del pacifico godimento della cosa durante il periodo di locazione.

In materia di illeciti civili il rimedio generale previsto dalla legge è il risarcimento del danno, per cui chi ha subito un evento lesivo può citare in giudizio l’autore e chiedere di essere ricompensato del pregiudizio sofferto.

Detto ciò, occorre, però, chiedersi quali siano i tempi a disposizione della parte danneggiata per incardinare il giudizio volto ad ottenere il risarcimento.

In altri termini, posto che la parte lesa può ottenere il risarcimento del danno patito, tale diritto ha durata illimitata o deve essere esercitato entro un termine determinato?

La regola di ordine generale secondo la quale ogni evento genera delle conseguenze vale più che mai nel diritto civile.

Nel nostro ordinamento giuridico, infatti, vige il principio per cui ciascuno deve comportarsi in modo tale da non ledere la sfera dei diritti altrui per non incorrere in eventuali responsabilità. In presenza di un illecito, il rimedio generale previsto dalla legge è il risarcimento del danno; la tutela risarcitoria è, quindi, lo strumento tipico con cui viene compensato un evento lesivo.

Ciò significa che chi cagiona un danno deve ricompensare colui che lo ha subito.

Una delle domande che più frequentemente ci viene posta dai nostri assistiti, una volta risarciti, è la seguente: “sulla somma ottenuta a titolo di risarcimento devo pagare le tasse?”.

Sul risarcimento è prevista una tassazione? Scopriamolo

E la nostra risposta il più delle volte è: “dipende!”

Accade molto spesso che, in seguito ad un incidente, derivino lesioni personali tali da determinare, a carico del danneggiato, un’invalidità temporanea o permanente.

La prima consiste nella limitazione provvisoria della capacità del soggetto, che si verifica nei giorni immediatamente successivi al sinistro.

Quando si subisce un incidente, a seguito del quale vengono riportate lesioni personali, è necessario inviare tempestivamente alla Compagnia Assicurativa del danneggiante una richiesta di risarcimento danni, allegando i referti medici di cui si è in possesso (verbale di pronto soccorso, eventuale esito radiografia, certificati del medico di base etc.) e riservandosi di inviare il certificato medico che attesterà l’avvenuta guarigione.

Risarcimento Danni Morali a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

A differenza del danno biologico, che è rappresentato da una la lesione da cui residuano postumi permanenti sulla persona, il danno morale consta di tutte quelle sofferenze psicofisiche come ansia, patema d’animo ed altri stati di turbamento interiore che insorgono successivamente ad un evento negativo, ad esempio un grave incidente stradale.

Inoltre, il primo viene liquidato secondo un criterio tabellare, mentre il secondo attraverso un principio equitativo, ovvero tramite l’intervento di un Giudice terzo che deve dapprima quantificarne la portata e successivamente monetizzarne il valore.

Si tratta, quindi, di due voci autonome e indipendenti, che sono parti fondanti del più generale concetto di danno non patrimoniale.

A puro titolo di esempio: una denuncia con richiesta di risarcimento danni per calunnia, che è un reato penalmente perseguibile ai sensi dell’art. 368 del Codice Penale, porterà la persona che lo ha commesso verso una condanna di tipo detentivo, ma per quanto riguarda il senso ansia e frustrazione patito dalla parte lesa, il danno morale appunto, questo andrà ristorato con una somma di denaro il cui ammontare verrà indicato in Sentenza.

Cosa dice la legge

L’articolo 2059 del Codice Civile, indica espressamente che il danno non patrimoniale deve essere risarcito, ma solo nei casi previsti dalla legge.

Risarcimento Danni per Diffamazione a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Occorre sempre moderare i toni durante una discussione, e più in generale nella vita corrente, dato che basta davvero valicare di poco i limiti della critica per vedersi recapitare una richiesta di risarcimento dei danni morali per diffamazione.

Questo reato, che si pensa possa punire solo comportamenti estremi, è in realtà molto facile da commettere stante la sua natura soggettiva la facilità con la quale oggi è possibile estendere il proprio pensiero verso una platea pressoché indefinita di individui.

Cosa dice la Legge

La diffamazione è un reato, è come tale inserito all’interno del Codice Penale nell’art. 595, nella categoria dei reati contro l’onore. È già intuibile dalla sua collocazione quale sia il bene che lo Stato voglia tutelare, ovvero la reputazione del soggetto passivo.

La condotta consiste nell’offendere l’altrui reputazione comunicando con più persone. Trattandosi di un delitto, prevede una pena detentiva principale che può arrivare oltre i tre anni per i casi più gravi.

Per l’accertamento del reato di diffamazione e per ottenere un risarcimento danni e quindi la quantificazione materiale di quanto la condotta posta in essere da terzi possa aver arrecato un danno di carattere non patrimoniale, occorre agire tramite una denuncia querela da presentare presso un Ufficio di Polizia, ovvero per mezzo di un legale, che provvederà al suo deposito presso la Procura della Repubblica competente.

Risarcimento Danni per Calunnia a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

La calunnia è una condotta penalmente rilevante potenzialmente in grado di causare gravi danni al soggetto che ne dovesse rimanere vittima. Questa norma prevede pene detentive importanti, che sono incrementali in base agli effetti che ha sortito l’azione lesiva e la possibilità di richiedere un risarcimento dei danni morali per cifre anche significative.

Il suo inquadramento secondo Legge

La calunnia è un reato previsto e punito dall’art. 368 del Codice Penale, ed è collocato tra i delitti contro l’attività giudiziaria. Fondamentalmente si tratta di una violazione che può compiere chiunque, non essendo riservato a determinate categorie di soggetti, come i Pubblici Ufficiali per esempio. La norma in esame tutela il cittadino nei confronti di chi, per mezzo di scritti diretti all’Autorità Giudiziaria, lo incolpi ingiustamente di aver commesso un reato, pur sapendo che in realtà questi è innocente ed il fatto non si sia mai verificato.

Risarcimento Danni per Minacce a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Chi minaccia qualcuno di un male ingiusto commette sempre un reato, e con esso un comportamento idoneo ad integrare una richiesta di risarcimento per danni morali.

La leggerezza con la quale vengono profferite certe frasi, che magari vengono anche replicate sui social network, e che non tentano neanche di nascondere un certo senso intimidatorio verso la persona alle quali sono dirette, possono ingenerare tutta una serie di problemi legali, al punto che sono sempre più numerose le persone che si rivolgono alla Giustizia al fine di tutelarsi da azioni di questo genere.

La minaccia viene spesso inquadrata come la punta emersa di una più celata ed articolata condotta violenta, portata spesso avanti anche con altri mezzi.

Cosa dice la legge

L’articolo 612 del Codice Penale prescrive che chiunque minacci terze persone di un danno ingiusto è punito a querela della persona offesa.

Vale a dire che per far valere le proprie ragioni, occorre presentare un atto formale presso un Ufficio di Polizia dove si richiedere la punizione del colpevole a termini di legge. Se ricorre poi una delle aggravanti dell’art. 339 del Codice Penale, ovvero il reato viene posto in essere attraverso scritti anonimi oppure usando delle armi o in relazione ad oggettive circostanze di tempo e di luogo, la pena è aumentata e si procede d’Ufficio.

Risarcimento Danni per Demansionamento sul Lavoro a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

All’atto della sua assunzione il lavoratore viene informato immediatamente di quello che sarà il suo inquadramento contrattuale con la relativa indicazione della qualifica e delle prestazioni che dovrà rendere nell’ambito del rapporto appena instaurato.

Diversamente da quanto si possa credere, il datore di lavoro non ha un potere illimitato sui suoi dipendenti, ed il demansionamento è una pratica vietata, a parte specifici casi stabiliti dalla Legge.

Con questo termine si intende la possibilità di adibire una persona ad un incarico di rango inferiore rispetto a quanto previsto e specificato generalmente nella lettera di assunzione.

Cos’è stabilito dalla legge

Il Codice Civile, all’art. 2103 in tema di prestazione del lavoro, stabilisce appunto il diritto per la persona assunta ad essere adibita a mansioni eguali o superiori secondo quanto stabilito in tema di inquadramento della sua figura professionale.

Esistono tuttavia alcuni casi nei quali la normativa permette delle deroghe, ad esempio in caso di donna in gravidanza relativamente al possibile rischio che le mansioni precedenti comporterebbero, ovvero in caso il lavoratore diventi inabile conseguentemente ad una malattia o infortunio, ai sensi dell’art. 7 del D.lgs 151/2001.

Risarcimento Danni per Separazione e Tradimento a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Non sempre la frase "vivere per sempre felici e contenti" si applica nella realtà, anzi sono molti i casi in cui l'amore finisce e le coppie decidono di separarsi, ma cosa succede se uno dei coniugi ha tradito l'altro? Quali sono gli effetti legali e soprattutto è possibile richiedere un risarcimento per danni in caso di tradimento? Se state per affrontare una separazione, vediamo come il nostro studio legale può aiutarvi nel farvi riconoscere il risarcimento per danni in caso di tradimento.

L'addebito della separazione ed il risarcimento per danni morali in caso di tradimento

La celebrazione del matrimonio comporta per i coniugi l’osservanza di precisi doveri elencati nell’Art. 143 del Codice Civile, quali l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Quando il dovere reciproco alla fedeltà coniugale viene a mancare può configurarsi una separazione con addebito. La legge tutela il coniuge tradito addebitando o imputando come causa della separazione il mancato rispetto della fedeltà coniugale, quando tale violazione abbia assunto efficacia causale nella determinazione della crisi coniugale. 

Semplificando, se in sede giudiziale viene provato che il tradimento di uno dei coniugi sia stata la causa scatenante della separazione, si può configurare l’addebito e, per il coniuge tradito, anche la possibilità di richiedere un risarcimento danni.

Risarcimento Danni Psicologici a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Introduzione e nozioni generali

Parlando di risarcimento per danni psicologici s'intende la pretesa fatta valere in sede giudiziale da parte della presunta vittima allo scopo di tutelare le condizioni psico-fisiche potenzialmente lese dall'evento in esame. Occorre precisare che, a differenza di altri tipi di liquidazione di somme conseguenti ad una sentenza, in questo caso ci si riferisce al risarcimento danni come ad un atto di natura consolatoria, non compensatrice nè in grado di ripristinare la situazione ex ante.

Le ingiurie subite si possono fin da subito distinguere in danni patrimoniali (quindi calcolabili sulla base del danno emergente e del lucro cessante) e danni non patrimoniali.

Danni non patrimoniali: distinzioni

È proprio all'interno di questa macrocategoria che possiamo operare un'ulteriore divisione, con riferimento alla valutazione medica della lesione e delle relative conseguenze sul piano psico-fisico.
Per danno biologico, che trova il proprio appiglio normativo nella fonte gerarchicamente più elevata nell'ordinamento italiano, ossia nell'art. 32 della Costituzione, s'intende la patologia psichica post evento traumatico. La durata stimata per questo tipo di lesione varia da uno a due anni.

Il danno morale, compreso nei danni di cui all'articlo 2059 del codice civile, è invece un turbamento soggettivo, un disagio sorto sempre in conseguenza al fatto oggetto della controversia. La sua natura è tuttavia transitoria, breve, poichè è destinata a riassorbersi col passare del tempo. Generalmente il risarcimento per danni morali è stabilito dall'organo giudicante in via equitaria.

Risarcimento Danni Morali da Incidente Stradale a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Se sei rimasto coinvolto in un incidente stradale per cui non hai colpa, hai diritto ad essere risarcito di tutti i danni subiti. In linea di principio, il nostro ordinamento prevede il risarcimento di due tipologie di danno: il danno patrimoniale e il danno non patrimoniale.

Il primo coincide con la lesione della sfera patrimoniale del danneggiato e, in quanto tale, è suscettibile di valutazione economica. Il danno non patrimoniale, di contro, va identificato con la lesione di un bene che mal si presta ad una stima economica, come, ad esempio, il bene “salute”.

Tale danno si presenta come una categoria unitaria, che racchiude al suo interno tre sottocategorie, vale a dire: il danno biologico; il danno morale e il danno esistenziale.

Ebbene, in questo articolo ci occuperemo di esaminare la sottocategoria del danno morale, e, più nello specifico, il danno morale conseguente ad un incidente stradale.

Cos’è il danno morale

Quando si parla di danno morale, ciò che si intende è il danno dovuto al turbamento psicologico o alla sofferenza d’animo che possono scaturire a seguito delle lesioni fisiche riportate in un sinistro. Il danno morale si distingue, quindi, dal danno patrimoniale, che consiste invece nella perdita di una somma di denaro imputabile a una altrui condotta antigiuridica (c.d. danno emergente) e nella conseguente mancata opportunità di usufruire di tale risorsa per produrne di nuove (c.d. lucro cessante).

Risarcimento Danni Condominio a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Spesso le relazioni sociali per chi vive in condominio non sono affatto semplici, soprattutto quando ci troviamo dinanzi a situazioni che ci hanno danneggiato e ci spingono a chiederci se abbiamo diritto al risarcimento danni causati per esempio da ristrutturazione dell'edificio, un trasloco, un infiltrazione d'acqua e altro ancora.

Per avere un'idea abbastanza chiara di quali sono i casi in cui abbiamo diritto al Risarcimento danni che si verificano in un condominio, innanzitutto dobbiamo partire da quanto citato nell'articolo 2051 del codice civile e cioè - Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito -. In base a tale articolo viene considerato il custode di una cosa colui che è tenuto a vigilare un determinato oggetto, mentre per caso fortuito si intende la situazione che non poteva essere evitata.

Risarcimento Danni per Infiltrazioni Acqua a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

La manutenzione degli immobili, in particolar modo degli impianti idrici degli appartamenti, dovrebbe essere eseguita con una certa regolarità. Sebbene oggi le tecniche costruttive prevedano l’utilizzo di materiali plastici pressoché eterni, non sono infrequenti le richieste di risarcimento dei danni tra gli inquilini di un condominio a causa delle infiltrazioni d’acqua.

Queste sono spesso causate da piccole crepe che sono localizzate nei punti di giunzione e di snodo su vecchi e vetusti impianti, che sono anche piuttosto difficili da raggiungere.

Non a caso la video ispezione è diventata una pratica d’obbligo, stante la sua possibilità di individuare celermente ed efficacemente il guasto, a cui potrà seguire un intervento mirato e con delle demolizioni minime.

Casi più frequenti

In occasione di lavori condominiali sull’impianto idrico possono verificarsi delle perdite che sono da considerarsi fisiologiche finché non generano quelle enormi chiazze di umido sulle mura. In questo caso siamo di fronte ad un lavoro probabilmente non eseguito a regola d’arte ed è necessario segnalarlo al più presto, in modo che si possa prontamente individuare ed isolare lo sversamento.

Risarcimento Danni per Caduta Alberi a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Lo stato generale della viabilità italiana soffre di una grave carenza di manutenzione generale, che in alcuni casi arriva a sfiorare condizioni di estrema severità. Allo stesso modo il patrimonio naturale e di decoro urbano, come ad esempio le piante ad alto fusto, sono appesantite dalle mancate potature o da malattie che ne rendono i cavi i fusti.

Questo stato di sofferenza logora il legno e lo trasforma in una pericolosa bomba ad orologeria.

I fatti di cronaca legati a qualsiasi situazione di maltempo, vedono nella caduta di alberi una delle situazioni potenzialmente più pericolose che si possono presentare a carico dei cittadini.

Suolo pubblico o privato?

Sarà innanzi tutto utile accertare se la pianta si trova su suolo pubblico, ovvero in un’area privata, questo perché cambiano i soggetti tenuti alla manutenzione della pianta. Ad esempio, qualora l’albero sia piantato entro la recinzione di un palazzo, potrebbe essere chiamato a rispondere del fatto, con conseguente risarcimento dei danni, il condominio, in quanto soggetto onerato dell’obbligo di custodia, come sancito dall’articolo 2051 del Codice Civile.

Risarcimento Danni per Caduta Calcinacci a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Vita dura per i proprietari di immobili che non intervengono per eliminare tutti quei pericoli che l’azione combinata di tempo ed incuria possono causare. Il rischio è quello di una condanna penale e dei conseguenti risarcimenti per la caduta di calcinacci.

A pronunciarsi sul tema sono state diverse Corti di merito e la Suprema Corte di Cassazione, che ha stabilito che l’obbligo di manutenere correttamente un palazzo non è da considerarsi un intervento a discrezione, ma rientra entro precisi criteri di diligenza che devono essere rispettati.

Una violazione dai connotati penali

Il reato di omissione di lavori in edifici che minacciano rovina è sancito dall’art. 677 del Codice Penale, tra e contravvenzioni concernenti l’incolumità pubblica. Tale fattispecie incriminatoria punisce appunto il proprietario di un immobile in stato di vetustà ed abbandono il cui cedimento strutturale, anche parziale o degli elementi accessori che lo compongono, possa costituire un pericolo per le persone.

Cosa dice il Codice Civile

Risarcimento Danni per Allagamento Appartamento a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

La possibilità che un appartamento si allaghi può dipendere in genere da due fattori, uno interno e l’altro esterno. Nel primo caso la perdita d’acqua ha origine all’interno delle mura, per una perdita diretta o indiretta dal circuito idrico dell’appartamento, mentre nel secondo caso si parlerà quasi sempre di irruzione dovuta a cause naturali come, nubifragi o inondazioni.

Accertarsi della causa dell’evento

Quelle infiltrazioni d’acqua, che per esempio possono insorgere in seguito a taluni lavori condominiali, o derivare dai danni prodotti al nostro impianto da un intervento di ristrutturazione del vicino, hanno in ogni frangente una causa ben precisa. Per bloccarle basta intervenire sulla valvola di chiusura del contatore domestico o condominiale. Qualora le cause siano da attribuirsi invece a fattori legati a calamità e maltempo, la soluzione non sarà altrettanto semplice, ed inoltre occorrerà che siano le Autorità ad accertare cosa ha portato all’inondazione. Si spazia dalla rottura di un argine alla mancata pulitura della rete di drenaggio stradale.

Legge alla mano, chi si ritiene responsabile

In tutti i casi che possano determinare l’evento, fa fede sempre l’articolo 2051 del Codice Civile, secondo il quale è responsabile del danno il soggetto, inteso come persona fisica o giuridica, che aveva in custodia la cosa. E questo principio a carattere generale vale sia per il pubblico che per il privato. Non sembrano sorgere particolari complessità ed interpretazioni qualora il fatto avvenga a causa della rottura di un tubo in ambito condominiale.

Risarcimento Danni per Allagamento Negozio o Magazzino a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

I titolari di un negozio o di un magazzino, locali che generalmente si trovano a livello stradale, possono trovarsi nella spiacevole evenienza di subire un allagamento, che può verificarsi per cause naturali, ovvero per la rottura di una condotta dell’acqua pubblica o anche per una infiltrazione che può provenire, per esempio, da un appartamento del sovrastante condominio.

Di chi è la responsabilità dell’evento?

Le motivazioni per il quale avremo il magazzino o il negozio sommerso dall’acqua, come anzi detto, si potranno individuare piuttosto agevolmente agendo in proprio o con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, se la situazione dovesse essere talmente grave da richiedere il loro intervento. La richiesta di risarcimento dei danni andrà inviata direttamente al condominio, in tutti quei frangenti dove l’allagamento sia derivato da una rottura dalle condutture interne al fabbricato. Basterà quindi intervenire al più presto sulla valvola di intercettazione del contatore per bloccare subito la perdita.

Qualora il fatto sia invece ascrivibile alla responsabilità di un ente pubblico, per esempio per l’esondazione di un fiume, allora la richiesta di ristoro andrà indirizzata direttamente a quest’ultimo, previa la sua corretta individuazione. Per una migliore assistenza è buona prassi farsi assistere da un Avvocato specializzato, che potrà fornire anche una valida consulenza su come far stimare i danni e personalizzare al massimo un eventuale risarcimento.

La colpa è in capo al custode

Risarcimento Danni per Caduta Scale Condominio a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Il condominio, in quanto custode del fabbricato, è responsabile dei danni ai condomini e soggetti terzi arrecati da parti comuni dell’immobile ( ex articolo 2051 del codice civile). In caso di cadute sulle scale, la parte che subisce un infortunio ha diritto a un risarcimento, se dimostra che il danno si è verificato all’interno del condominio e non si poteva evitare.

In giurisprudenza non mancano sentenze che dispongono il risarcimento danni causati da cadute sulle scale condominiali a causa della presenza di detriti, acqua, sostanze oleose, gradini sconnessi o spegnimento della luce temporizzata. Il soggetto infortunato può rivalersi sul condominio, citando in causa l’amministratore, se dimostra che la caduta è dovuta alla mancata custodia delle scale e non dipenda dalla sua disattenzione. In questi casi, per tutela i propri diritti è importante avvalersi dell'assistenza di un avvocato competente, che possa mettere in atto una valida strategia probatoria per far riconoscere all'assistito un equo indennizzo per i danni subiti.

Pressupposti per chiedere risarcimento danni

I presupposti utili alla configurazione della responsabilità oggettiva del condominio sono rappresentati: dall’ esistenza di un fatto lesivo, il nesso causale tra il danno e la caduta dalle scale e la sussistenza del rapporto di custodia tra il soggetto responsabile e la cosa custodita che ha determinato il danno.

Risarcimento Danni da Ristrutturazione del Vicino a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Talvolta i vicini di casa possono creare dei problemi agli altri condomini e inquilini, basta pensare a quando la ristrutturazione della loro abitazione danneggia uno o più appartamenti circostanti. A tal proposito come ottenere un risarcimento danni per ristrutturazione del vicino? In merito ecco alcune delucidazioni di aiuto ai fini risarcitori.

Che cosa fare se la ristrutturazione del vicino provoca dei danni alla propria casa?

Nel momento in cui un vicino che stia ristrutturando la sua abitazione provochi dei danni alla tua casa occorre:

  • mettere subito al corrente di tali danneggiamenti il proprietario dell’appartamento in ristrutturazione. Inoltre per conoscenza della situazione è importante informare anche l’impresa edile che si occupa dei vari rifacimenti e l’amministratore di condominio. Al riguardo la comunicazione può essere data di persona, per telefono o per iscritto;
  • fotografare i vari danneggiamenti subiti dalla propria casa prima di apporvi rimedio come prova degli stessi;
  • consultare un avvocato se, passati diversi giorni dopo aver avvisato il vicino, non si ottiene alcun riscontro. In merito è necessario rivolgersi a un avvocato per richiedere una negoziazione assistita, che è obbligatoria per legge tranne nel caso in cui l’ammontare dei danni superi i 50.000 euro. Più nello specifico la negoziazione assistita di un legale prevede la spedizione di una lettera formale di richiesta risarcimento danni via raccomandata A/R o via posta elettronica certificata al proprietario della casa in ristrutturazione.

Risarcimento Danni per Lavori Condominiali a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Quando si eseguono dei lavori condominiali è possibile che uno o più condomini subisca dei danni. In questo caso come si può ottenere il risarcimento danni e a chi occorre richiederli?

Errori nei lavori condominiali

I lavori condominiali hanno l'obiettivo di apportare migliorie, nonostante questo è possibile che durante l'esecuzione degli stessi, o in seguito, possano presentarsi dei danni ai vari condomini. Ad esempio è capitato che delle unità abitative in seguito ai lavori abbiano notato delle infiltrazioni di acqua provenienti dalla cattiva esecuzione dei lavori di impermeabilizzazione.

In questi casi è possibile ottenere il risarcimento danni oltre al ripristino della situazione antecedente. L'articolo 1655 cod. civ. stabilisce che l'appaltatore una volta ottenuto l'incarico debba eseguire la prestazione in totale autonomia attraverso l'impiego di una propria organizzazione e curando la modalità di esecuzione. L'appaltatore in base allo stesso articolo si obbliga al raggiungimento di un determinato risultato. Questo vuol dire che nel caso in cui durante l'esecuzione dei lavori crei danno ai condomini, sarà costui a dover risarcire gli stessi.

Se in linea di massima si applica questo principio, non sono mancati casi in cui i giudici abbiano dovuto determinare il grado di responsabilità da attribuire ad ognuno dei soggetti coinvolti, ovvero il condominio e l'amministratore.

Il risarcimento dei danni

La prima cosa da capire è quando si può ottenere il risarcimento dei danni. Il proprietario di un'unità immobiliare può ottenere il risarcimento dei danni nel momento in cui ha subito appunto dei danni (infiltrazioni, rottura di tubature, rottura vetri), gli stessi devono poter essere riferiti ad un comportamento doloso o colposo. Deve quindi trattarsi di un atto intenzionale oppure un errore dovuto a distrazione o incapacità di valutare le conseguenze delle azioni.

Risarcimento danni da Incendio a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Come ottenere il risarcimento danni per incendio? L'incendio inteso come "combustione, con fiamma, di beni materiali al di fuori di appropriato focolare, che può autoestendersi e propagarsi" rientra tra gli eventi che accadono più frequentemente. Perché si possa parlare d'incendio è necessario che ci sia sviluppo di fiamma e che questa non resti circoscritta al proprio punto d'origine, ma si propaghi al di fuori di esso. L'assicurazione incendio copre i danni cagionati a beni mobili e immobili da: fornelli a gas, corto circuito, mal funzionamento di oggetti elettrici, fulmine, atti dolosi, esplosione, scoppio, ecc.

Incendio: cosa fare per ottenere il risarcimento danni

Concretamente, nel caso in cui si verificassero le circostanze sopra descritte, il danneggiato è tenuto a rispettare l'obbligo di salvataggio, che consiste nel porre in essere ogni possibile attività per evitare il danno o per ridurne le conseguenze (art. 1914 c.c.). La mancata osservanza di tale obbligo potrebbe compromettere in tutto o in parte il diritto al risarcimento danni per incendio. Infatti, stando all'art. 15 del Codice Civile, se l'inosservanza dell'onere di salvataggio è dolosa, l'assicurato perde totalmente il diritto alla prestazione dell'assicuratore. Se invece egli ha agito con semplice colpa, la sanzione consisterà in una riduzione dell'indennità.

Risarcimento Danni Aziende Fornitrici a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

La liberalizzazione del mercato ha fatto affacciare sul mercato molti fornitori di servizi, che si pongono in concorrenza con quelli storici per la fornitura delle classiche utenze domestiche, che prima invece venivano erogate in un regime di quasi monopolio.

Questa liberalizzazione ha portato da un lato una serie di vantaggi per gli utenti, stante la concorrenza che si è andata a creare sul mercato, ma anche non pochi problemi legati spesso ad una gestione non sempre eccellente della clientela, tanto che la richiesta di risarcimento danni alle aziende fornitrici è uno degli argomenti più ricercati su internet.

Si pensi ad esempio alle sovratensioni Enel, che consistono in una sorta di impulso ad alta tensione che transita lungo la normale linea di alimentazione elettrica e che può generare danni a tutti gli apparecchi collegati alla corrente, come televisori, frigoriferi e decoder satellitari.

Il settore delle telecomunicazioni poi è quello maggiormente falcidiato dai disservizi e da tariffe che, il più delle volte, non brillano per trasparenza e chiarezza. Gli interventi, specie quelli di carattere legislativo, hanno individuato nel consumatore, inteso come utente finale delle aziende fornitrici, il soggetto debole e quindi da tutelare, e questo per ovvie ragioni.

Questa attenzione del legislatore, però, non si è immediatamente concretizzato in una automatica forma di extra tutela per quei malcapitati che dovessero riscontrare un disservizio sulla linea telefonica, elettrica o sulla fornitura di acqua.

La normativa che interessa i vari settori è diversa e necessità dell’assistenza di un professionista per poter essere sfruttata appieno dal consumatore, che può accedere a diverse forme di tutela, anche extra giudiziaria come la conciliazione, che negli ultimi anni ha preso sempre più piede fino a diventare uno strumento molto efficace.

Risarcimento Danni per Sovratensione Enel a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Nonostante il continuo ammodernamento dell’infrastruttura di rete per il trasporto dell’energia elettrica, esistono ancora casi di danneggiamento degli apparati elettrici dovuti ad improvvisa sovratensione alla rete enel.

Sebbene esistano delle protezioni per far fronte a questo genere di inconvenienti, spesso gli impianti elettrici, se non quelli più recenti, non sono dotati di dispositivi in grado di dissipare questo improvviso impulso di alta tensione.

La liberalizzazione del settore
L’ingresso di altri operatori nel mercato dell’ex monopolista

Il mercato dell’energia elettrica è stato liberalizzato da pochi anni, nei quali si sono affacciati sul panorama italiano un numero imprecisato di operatori in grado di offrire i loro servizi. Si badi bene tuttavia che l’infrastruttura della rete rimane sempre di proprietà dell’ex monopolista, come pure le centrali per la produzione di energia.

Questa considerazione è di notevole importanza qualora si sia intenzionati a richiedere un risarcimento danni ad una delle aziende fornitrici.

Come agire e cosa dice la legge
Come tutelare i propri interessi in caso di danni da sovratensione

Ci si chiederà a questo punto come sia possibile chiedere un risarcimento danni all’enel, qualora si rimanga danneggiati da un evento di sovratensione che abbia danneggiato elettrodomestici che possono essere molto costosi, come lavatrici, televisori o frigoriferi.

Risarcimento Danni per Interruzione - Disservizio Linea Telefonica a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

I disservizi telefonici rappresentano degli inadempimenti contrattuali da parte della compagnia e che possono determinare danni alla persona. In particolare, si tratto di danni non patrimoniali di tipo esistenziale che possono dare luogo a un risarcimento.
La giurisprudenza si è pronunciata diverse volte in merito ai disservizi degli operatori telefonici, riconoscendo degli indennizzi per il mancato utilizzo della linea telefonica e della connessione ad internet da parte dell’utente.

I disagi legati all’interruzione dei servizi telefonici previsti nel contratto, per cause da imputare all’azienda, determinano la possibilità per l’utente di ricevere l’ indennizzo previsto nella carta dei servizi dell’operatore, ma anche delle somme a titolo di rimborso per i danni morali e non patrimoniali. In base all’articolo 2059 del codice civile, che disciplina il danno morale, i disservizi telefonici generano sofferenza psichica nell’utente, con ripercussioni negative sulla sua vita sociale.

Il mancato rispetto degli obblighi contrattuali della società telefonica si traduce in una violazione dei diritti fondamentali del cliente, che ha diritto a essere risarcito per i disagi subiti.

Risarcimento danni per disservizi

Ritardi nell'allacciamento della linea o nel suo trasferimento, impossibilità di effettuare telefonate o a connettersi ad internet, difficoltà a comunicare e ogni altro disagio dovuto a guasti e altre problematiche da imputare al gestore possono causare stress psicologico al consumatore, generare stati di alterazione emotiva, frustrazioni e incidere in modo negativo sulla sua vita.

Risarcimento Danni per Interruzione - Disservizio Energia Elettrica a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Viviamo in un paese nel quale talune infrastrutture strategiche sono state realizzate molti anni orsono, ed a parte taluni ammodernamenti, che hanno spesso riguardato solo le zone urbane e quelle immediatamente limitrofe, fondamentalmente si usufruisce di taluni servizi, come quello elettrico, dove l’ultimo miglio è ancora quello che fu posato in origine.

Ciò non significa che un’interruzione e/o disservizio sull’’energia elettrica non possa riguardare anche i centri a maggiore densità abitativa, specie durante l’esecuzione di scavi per far posto ad altre infrastrutture o semplicemente per guasti complessi che possono interessare direttamente le dorsali che portano il servizio.

Gli indennizzi automatici
Il fornitore prevede già una forma di indennizzo in caso di guasto sulla linea

Esiste già una forma di risarcimento danni proposto dalle aziende fornitrici di energia, che tuttavia si limita alla sola circostanza di essere rimasti senza tensione per un numero determinato di ore, tralasciando quindi tutti gli altri aspetti.

È opportuno precisare dopo una interruzione di energia elettrica con richiesta di risarcimento danni, quasi tutte i fornitori tenderanno a classificare l’evento come eccezionale ed a ricondurre le pretese del cliente nell’alveo di quegli indennizzi automatici che sono stabiliti dalle carte dei servizi e dall’ARERA, ovvero l’autorità per l’anergia Elettrica il gas ed il sistema idrico.

Risarcimento Danni per Interruzione - Disservizio Fornitura Acqua a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

La rete di distribuzione dell’acqua potabile presente nel nostro paese sebbene sia in grado di raggiungere capillarmente ogni angolo del territorio, talvolta presenta dei problemi di fondo che sfociano in interruzioni della fornitura che possono durare anche alcuni giorni.

Difendersi in questo caso è fondamentale, dato che l’acqua rappresenta un bene primario, difficilmente reperibile in forma alternativa rispetto alla diretta erogazione.

La fornitura ed il contratto
Cosa prevede la normativa in tema di fornitura

L’acqua viene erogata dietro sottoscrizione di un regolare contratto di fornitura come stabilito dai principi di cui all’art. 1559 del codice civile.

Risarcimento Danni per Acqua Inquinata a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

L'acqua è una risorsa naturale fondamentale per la sopravvivenza di ogni individuo, per questo ogni immobile per essere abitato deve essere collegato alla rete idrica che fornisce un'erogazione continua di acqua potabile, ma cosa succede se le aziende distributrici forniscono acqua inquinata?

Si potrebbe pensare che i casi in cui l'azienda ha erogato acqua inquinata siano abbastanza isolati, invece negli ultimi anni si sono moltiplicate le iniziative processuali nei confronti delle aziende fornitrici di acqua per ottenere un risarcimento danni da acqua inquinata. Vediamo nel dettaglio come fare per richiedere il risarcimento se avete notato che dai vostri rubinetti fuoriesce acqua inquinata.

Come ottenere il risarcimento danni acqua inquinata

Prima di richiedere il risarcimento danni da acqua inquinata è opportuno distinguere tra acqua potabile e non potabile, difatti la richiesta di danni può essere inoltrata solo nel caso in cui il disservizio riguardi l'erogazione di acqua potabile direttamente dai rubinetti della propria abitazione. Innanzitutto per poter richiedere e ottenere un risarcimento danni è opportuno farsi assistere nella causa da un avvocato specializzato in questo tipo di contenziosi, altrimenti potreste non ottenere nessuna liquidazione del danno e soprattutto continuare ad utilizzare per l'uso quotidiano acqua inquinata.

Se avete notato che l'acqua della vostra abitazione si presenta sporca, maleodorante o con residui solidi, sicuramente sarà inquinata e non potrà essere utilizzata, in questo caso il vostro avvocato dovrà agire in giudizio contro l'ente gestore o il Comune innanzi al giudice di Pace o al Tribunale, a seconda dell'importo della causa.

Risarcimento Danni Responsabilità Contrattuale a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

La disciplina delle responsabilità nel nostro ordinamento

Il nostro ordinamento mantiene la tradizionale distinzione tra due forme di responsabilità: da un lato, la responsabilità contrattuale, discendente dalla previsione dell’articolo 1218 del Codice Civile, dall’altro la responsabilità extracontrattuale o aquiliana, derivante dal disposto dell’articolo 2043 del Codice Civile.

Indipendentemente dai riferimenti legislativi, il fondamento delle due forme di responsabilità è di diversa natura. La responsabilità contrattuale vede il suo fondamento nel contratto, quindi nell’accordo tra le parti che sancisce il loro incontro di volontà ed il sorgere di obblighi reciproci.

La responsabilità extracontrattuale, sorge di fronte al fatto illecito, cioè al comportamento doloso o colposo che espone colui che l’ha commesso al dovere di risarcire il danno, per il fatto stesso della commissione.

La responsabilità contrattuale e le sue differenze con la responsabilità extracontrattuale

Dobbiamo, in prima istanza, analizzare il rapporto tra inadempimento contrattuale e risarcimento del danno.

Risarcimento Danni per Inadempimenti Contrattuali a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Quando intercorrono rapporti contrattuali possono capitare inadempimenti di varia natura. In queste ipotesi si possono configurare casi di responsabilità contrattuale, che comportano il risarcimento dei danni in favore del debitore. Ecco quello che occorre sapere per tutelare la propria posizione e come ottenere il ristoro dei danni attraverso l'assistenza legale specializzata che viene fornita dal nostro studio.

Risarcimento danni responsabilità contrattuale

Il nostro ordinamento prevede differenti forme di responsabilità, fra le quali quella contrattuale che viene sancita dall'art. 1218 del codice civile. La norma, nello specifico, prevede che un debitore è tenuto a risarcire i danni quando non esegue la prestazione in modo esatto nei confronti del creditore, così come era stato previsto dal contratto. Si pensi, ad esempio, alla mancata consegna della merce o all'esecuzione difforme di opere.

Tuttavia, sempre a norma dell'art. 1218, il debitore non incorre in responsabilità se riesce a provare che il ritardo o l'inadempimento è derivato dall'impossibilità della prestazione, per una causa a lui non imputabile.

La responsabilità contrattuale, quindi, sorge dalla violazione di specifici obblighi contrattuali che restano inadempiuti. Si tratta di una forma di responsabilità che tutela la posizione del creditore contro l'inadempimento del debitore.

Inadempimenti contrattuali

La responsabilità contrattuale deve essere valutata anche alla luce dell'art. 1176 del codice civile, che si rivolge al debitore, obbligandolo ad utilizzare la diligenza del buon padre di famiglia nell'esecuzione dell'obbligazione assunta.

Risarcimento Danni per Intossicazione da Alimenti a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Sono sempre più ricorrenti casi d'intossicazione che derivano dalla consumazione di cibi avariati, scaduti o contaminati da glutine nel caso di soggetti celiaci, e somministrati presso i luoghi di ristorazione.

Ma quali sono i rimedi previsti dalla legge nel caso in cui venga diagnosticata un'intossicazione alimentare dopo aver ingerito pietanze non conformi?

Quali responsabilità incombono sui ristoratori?

Si può chiedere un risarcimento per i danni patiti?

Cercheremo di rispondere a queste domande nel seguente breve articolo.

La responsabilità del ristoratore ed il risarcimento danni da intossicazione alimentare

Pranzi e cene fuori casa possono trasformarsi in situazioni davvero spiacevoli specie quando i clienti, dopo aver consumato il cibo, avvertano malori più o meno intensi e vengano colpiti da una vera e propria intossicazione alimentare.

Supporto Legale Revisione Contratti a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Contrattualistica

La complessità dei rapporti umani e la necessità di far si che un atto incida all'interno della propria sfera giuridica ed in quella altrui rende necessaria la cristallizzazione di un accordo in un contratto.
Questo risulta essere l'atto più importante tra quelli stipulati nell'ambito dell'autonomia privata. La sua redazione necessita, perciò, di particolare attenzione, in quanto dal contratto possono discendere conseguenze pregiudizievoli, sia per errori formali che sostanziali.

Risarcimento Danni per Privati a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Il contratto, secondo la definizione fornita dall'art. 1321 del codice civile, è un accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.

Il concetto, come si può intuire, è molto ampio, ed abbraccia la quasi totalità dei servizi che sono indispensabili alla persona, come per esempio le utenze domestiche di fornitura dell’energia elettrica, dell’acqua o del gas, ma anche i rapporti con altri privati, come ad esempio i contratti di compravendita o affitto immobiliare, o, ancora il rapporto con il datore di lavoro o con l’istituto di credito presso il quale viene stipulato un contratto di conto corrente, oppure di mutuo.

Supporto Legale per Aziende a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Chi ha un'azienda sa che quotidianamente, o quasi, si trova a dover stipulare contratti di vario genere. Gli stessi contengono numerosi cavilli spesso difficili da comprendere per chi non ha una formazione specifica nel diritto. Per tutte le aziende il consiglio è di chiedere un supporto legale per la revisione dei contratti.

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