Notizie e informazioni utili per casi particolari legate al mondo del risaricmento danni.

In questa sezione del sito si possono trovare articoli utili e casi specifici dove è possibile richiedere il risarcimento danni e far valere i propri diritti.

Nel caso in cui si presenti un disservizio nella fornitura di energia elettrica è possibile chiedere un risarcimento danni la cui entità e natura varia in base al problema avuto. In particolare possono essere richiesti dei risarcimenti per i danni provocati da una sovratensione o da interruzioni di energia elettrica ma anche per la presenza di alcuni disservizi.

Risarcimento danni per sovratensione Enel

Nel caso in cui una sovratensione causi danni agli impianti di un'abitazione è possibile chiedere rimborso utilizzando la procedura telematica per avviare un tentativo di conciliazione che può risultare positiva o negativa. In caso di mancato accordo verrà siglato un verbale di conciliazione negativa cui potrà conseguire la citazione in giudizio dell'Enel dinanzi all’Autorità Giudiziaria competente, per la richiesta di risarcimento danni.

Secondo quanto stabilito dalla legge e in vista del fatto che la produzione di energia elettrica viene considerata dal codice civile attività pericolosa, è compito dell'ente gestore dimostrare di essere comportato con diligenza avendo posto in essere tutte le precauzioni del caso per evitare ogni tipo di danno.

Il calcolo del danno biologico, ad esempio per una cicatrice indelebile comparsa in occasione di un tamponamento a catena o di un episodio di malasanità, non è sicuramente semplice. Ciò non toglie che a qualsiasi danno subito debba corrispondere un indennizzo, come nel caso di un risarcimento danni incidente stradale o di un risarcimento da Intervento chirurgico sbagliato.

La Corte di Cassazione definisce tale tipologia di indennizzo come “non patrimoniale”, categoria che comprende danni morali, esistenziali, biologici, agli affetti e così via. I danni estetici appartengono perciò al suddetto gruppo di casi. Presso il Tribunale di Vicenza è stata fatta recentemente chiarezza in merito alla gestione di queste circostanze, in particolare con la sentenza n.481 del 20 febbraio 2018.

Riferimenti normativi e caratteristiche generali

Nell'ordinamento italiano la maggior parte delle norme in tema di risarcimento danni derivano dal codice civile. Vengono in rilievo, a tal proposito, l'art. 2043 e l'art. 1223: entrambi si riferiscono a due tipi diversi di responsabilità e si differenziano a seconda che il rapporto che intercorre tra le parti sia regolato da un contratto o meno.

A chi non è capitato di inciampare a causa di un marciapiede malridotto o di forare una ruota della propria auto per via di una buca nel manto stradale non segnalata?

In casi simili, ci si chiede immediatamente se l’evento lesivo sia addebitabile solo alla nostra disattenzione o se, invece, non sussista anche la responsabilità di chi è incaricato della manutenzione di strade, piazze o giardinetti pubblici.

Si è molto discusso sulla configurabilità di un rapporto di “custodia” tra la pubblica amministrazione ed i beni (ad essa appartenenti) destinati all’uso da parte del pubblico.

Solitamente la nascita di un bambino è considerata uno degli eventi più belli che possano accadere nella vita. Tuttavia, succede sempre più di frequente che, nonostante i progressi della scienza che consentono di monitorare al meglio l’andamento della gravidanza, si verifichino nascite di bambini affetti da gravi patologie, tali da condizionarne la loro vita e quella dei genitori.

In materia di procreazione si riscontrano diverse problematiche giuridiche; tra le più rilevanti vi è proprio quella della risarcibilità dei danni derivanti dalle c.d. “nascite indesiderate”.

In particolare, l’ipotesi che si sta per analizzare è quella in cui, durante il periodo di gestazione, il medico ha colpevolmente omesso di diagnosticare o di comunicare alla donna eventuali malformazioni ed altre anomalie del feto.

Il vincolo contrattuale

La stipula di un contratto fa sorgere a carico dei contraenti un vincolo giuridico che consiste nell’obbligo di rispettare le regole che essi stessi si sono autoimposti.

Nel contratto di locazione, ad esempio, una parte (il locatore), si obbliga a far godere all’altra (il locatario o conduttore) una cosa mobile o immobile dietro il pagamento di un canone.

La responsabilità professionale del dentista

Principio cardine del nostro ordinamento è quello per cui il paziente vittima di malasanità ha diritto ad ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa dell’errore professionale.

Il dentista, come qualsiasi altro medico, nello svolgimento della sua attività professionale, è tenuto a rispettare le leges artis della medicina applicabili al suo settore e, in caso di negligenza, imprudenza o imperizia (ossia, in caso di violazione delle predette regole), il paziente ha diritto ad ottenere un risarcimento per i danni patiti.

In Italia il fenomeno della malasanità ha una portata tale da renderlo un argomento di ordine quotidiano. Di fronte all’ingiustizia di un errore medico ciò che immediatamente ci si chiede è se sussistono i presupposti per ottenere un risarcimento delle lesioni patite a causa dell’inadempimento del sanitario e qual è l’iter per giungere al risarcimento.

Cosa si intende per errore medico?
Anzitutto, va precisato che si ha ”errore medico” quando il professionista, per superficialità, imperizia o negligenza, pone in essere una prestazione (quindi, un intervento, una terapia o una diagnosi non corretta) che invece di portare un beneficio al paziente, cagiona un peggioramento delle sue condizioni di salute. Rientrano nei casi di malasanità anche l’omissione, il ritardo e l’errore di una diagnosi, della gestione della cura e della somministrazione di farmaci, di un esame.

Accade spesso di essere coinvolti in sinistri stradali e di non essere abbastanza preparati circa gli adempimenti da compiere nell’immediatezza.

Quanto agli accorgimenti preliminari va detto che in caso di incidente stradale bisogna, anzitutto, verificare se vi siano feriti e, laddove vi fossero, prestare loro assistenza.

È altrettanto opportuno mettere in sicurezza il luogo in cui si è verificato il sinistro e, se possibile, scattare delle fotografie ai veicoli coinvolti ed accertarsi della presenza di eventuali testimoni. Successivamente, se d’accordo, i conducenti dei veicoli interessati  possono procedere alla compilazione del modulo di contestazione amichevole, altrimenti si limitano a scambiarsi le generalità e ad inoltrare alle rispettive compagnie assicurative una segnalazione di sinistro.

Tali accorgimenti sono indispensabili ai fini dell’individuazione del responsabile del sinistro che sarà tenuto a risarcire i danni subiti dal veicolo ed, eventualmente, da chi vi era a bordo.

Salvo casi eccezionali in cui l’intervento estetico costituisce la conseguenza naturale di un intervento curativo, nella maggior parte dei casi si ricorre alla chirurgia estetica nella fiduciosa speranza di migliorare il proprio aspetto.

Ma, come comportarsi se l’intervento estetico non risponde alle proprie aspettative? È possibile “ripristinare” la situazione precedente? Si ha diritto ad ottenere un risarcimento del danno subìto?

Anzitutto va sfatato il mito degli “interventi riparatori” in quanto ci sono operazioni alle quali, se mal riuscite, è impossibile porre rimedio; inoltre, dalle statistiche emerge che solo su una minima  parte degli interventi scorretti è possibile intervenire con una nuova operazione di riparazione.

Il paziente vittima di malasanità ha diritto ad ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa dell’errore professionale.

Tale principio ha portata generale ed è valido altresì in ambito odontoiatrico.

I danni che più frequentemente si verificano durante un trattamento dentistico sono infezioni, ascessi, rottura di un impianto dentale, omissione o ritardata diagnosi, problemi con l’anestesia etc. Va da sé che da una prestazione odontoiatrica eseguita maldestramente possono derivare danni al paziente anche seri e permanenti.

Conclusosi il processo penale con la condanna dell’imputato, ci si chiede se ed in che modo la parte danneggiata, costituitasi parte civile, può ottenere il risarcimento del danno subito.

Poniamo il caso di chi ha subito delle lesioni personali e si è costituito parte civile nel processo che ha visto condannato l’autore del reato: in che modo ed in quale sede potrà ottenere il risarcimento dei danni (patrimoniali e non patrimoniali ) subiti in conseguenza della condotta delittuosa?

In via preliminare si impone una precisazione relativa al giudicato penale.

Prima di addentrarci nella questione relativa alle responsabilità da infiltrazioni d’acqua, è opportuno chiarire il concetto di “terrazzo di proprietà esclusiva” in relazione al concetto di “lastrico solare”.

È definita “lastrico solare” la superficie piana posta nella parte superiore del condominio che svolge, essenzialmente, la funzione di copertura.

Si parla, invece, di “terrazzo” nel caso in cui tale superficie sia circondata da ringhiere che consentono l’affaccio.

L’art. 50 c.p., in piena aderenza all’art. 112 Cost., conferisce al pubblico ministero la titolarità dell’azione penale.

In alcuni casi, però l’esercizio dell’azione penale non avviene d’ufficio nel momento in cui il P.M. viene a conoscenza di un determinato fatto di reato, ma, per la mancanza di particolare gravità dei fatti o per la natura del reato, la perseguibilità dell’illecito necessita di un impulso da parte della vittima: si parla, a tal proposito, di condizioni di procedibilità.

Ai sensi dell’art. 1571 c.c., la locazione è il contratto con il quale una parte, “locatore”, si obbliga a far godere all’altra, “locatario” o “conduttore”, una cosa mobile o immobile per un certo periodo di tempo, dietro il pagamento di un determinato corrispettivo (c.d. canone locatizio).

Dall’accordo tra locatore e conduttore sorge un contratto a prestazioni corrispettive.

Le principali obbligazioni poste dal legislatore a carico del locatore sono la consegna della cosa locata, l’impegno a mantenerla in uno stato tale da consentirne l’uso pattuito e la garanzia del pacifico godimento della cosa durante il periodo di locazione.

In materia di illeciti civili il rimedio generale previsto dalla legge è il risarcimento del danno, per cui chi ha subito un evento lesivo può citare in giudizio l’autore e chiedere di essere ricompensato del pregiudizio sofferto.

Detto ciò, occorre, però, chiedersi quali siano i tempi a disposizione della parte danneggiata per incardinare il giudizio volto ad ottenere il risarcimento.

In altri termini, posto che la parte lesa può ottenere il risarcimento del danno patito, tale diritto ha durata illimitata o deve essere esercitato entro un termine determinato?

La regola di ordine generale secondo la quale ogni evento genera delle conseguenze vale più che mai nel diritto civile.

Nel nostro ordinamento giuridico, infatti, vige il principio per cui ciascuno deve comportarsi in modo tale da non ledere la sfera dei diritti altrui per non incorrere in eventuali responsabilità. In presenza di un illecito, il rimedio generale previsto dalla legge è il risarcimento del danno; la tutela risarcitoria è, quindi, lo strumento tipico con cui viene compensato un evento lesivo.

Ciò significa che chi cagiona un danno deve ricompensare colui che lo ha subito.

Una delle domande che più frequentemente ci viene posta dai nostri assistiti, una volta risarciti, è la seguente: “sulla somma ottenuta a titolo di risarcimento devo pagare le tasse?”.

Sul risarcimento è prevista una tassazione? Scopriamolo

E la nostra risposta il più delle volte è: “dipende!”

Accade molto spesso che, in seguito ad un incidente, derivino lesioni personali tali da determinare, a carico del danneggiato, un’invalidità temporanea o permanente.

La prima consiste nella limitazione provvisoria della capacità del soggetto, che si verifica nei giorni immediatamente successivi al sinistro.

Quando si subisce un incidente, a seguito del quale vengono riportate lesioni personali, è necessario inviare tempestivamente alla Compagnia Assicurativa del danneggiante una richiesta di risarcimento danni, allegando i referti medici di cui si è in possesso (verbale di pronto soccorso, eventuale esito radiografia, certificati del medico di base etc.) e riservandosi di inviare il certificato medico che attesterà l’avvenuta guarigione.

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