Risarcimento Danni per Minacce a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

Chi minaccia qualcuno di un male ingiusto commette sempre un reato, e con esso un comportamento idoneo ad integrare una richiesta di risarcimento per danni morali.

La leggerezza con la quale vengono profferite certe frasi, che magari vengono anche replicate sui social network, e che non tentano neanche di nascondere un certo senso intimidatorio verso la persona alle quali sono dirette, possono ingenerare tutta una serie di problemi legali, al punto che sono sempre più numerose le persone che si rivolgono alla Giustizia al fine di tutelarsi da azioni di questo genere.

La minaccia viene spesso inquadrata come la punta emersa di una più celata ed articolata condotta violenta, portata spesso avanti anche con altri mezzi.

Cosa dice la legge

L’articolo 612 del Codice Penale prescrive che chiunque minacci terze persone di un danno ingiusto è punito a querela della persona offesa.

Vale a dire che per far valere le proprie ragioni, occorre presentare un atto formale presso un Ufficio di Polizia dove si richiedere la punizione del colpevole a termini di legge. Se ricorre poi una delle aggravanti dell’art. 339 del Codice Penale, ovvero il reato viene posto in essere attraverso scritti anonimi oppure usando delle armi o in relazione ad oggettive circostanze di tempo e di luogo, la pena è aumentata e si procede d’Ufficio.

Talvolta il sentirsi minacciati può essere ricollegato ad una sensazione del tutto personale, difficile da spiegare. Per questo il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un legale, per poter ottenere tutti quei consigli che serviranno ad indirizzare al meglio le proprie azioni.

Un professionista, avuta cognizione delle modalità con le quali il reato è stato commesso, saprà quali iniziative sia meglio intraprendere per cristallizzare la situazione, in modo che rimanga prova nel tempo di quanto avvenuto, stante poi eventualmente costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni morali per minacce.

Attenzione ai social network

Se per captare una minaccia fatta di persona basta un semplice registratore, questione differente è quella dei social network di qualsivoglia piattaforma. Non basta infatti un semplice screenshot fatto dal computer o dallo smartphone, ma occorre una vera e propria opera di repertazione digitale che sfugge al cittadino medio privo di competenze informatiche di un certo livello.

Dato che i post possono essere cancellati, intervenire prontamente, prima di una loro eventuale eliminazione, potrebbe fare la differenza nell’avere tra le mani una prova legalmente ostensibile piuttosto che una banale fotografia.

La differenza tra diffamazione e minaccia

La diffamazione è una fattispecie di reato prevista dall’articolo 595 del Codice Penale, che si configura nella condotta del soggetto che offende la reputazione altrui nell’ambito di una comunicazione tra più persone. Un esempio classico torna ad essere quello dei social, ma ovviamente questa può avvenire anche a mezzo stampa o per mezzo di altri atti pubblici. Come si può già intuire siamo davanti a due condotte che, sebbene diverse, possono coesistere tra loro.

Ovviamente occorre istruire adeguatamente il caso investigativo per focalizzarne bene le violazioni alla legge penale, ma resta comunque nel completo diritto della parte lesa la facoltà di avanzare una richiesta di risarcimento danni per diffamazione.

Sentenze interessanti sul tema

La Corte di Cassazione, V Sezione Penale, con sentenza 40083/2018 ha confermato la condanna nei confronti di un soggetto che insultava l’ex convivente tramite la bacheca di Facebook, condannandolo al risarcimento dei danni e delle spese di giudizio.

Stessa sorte è toccata ad un imprenditore di Ostia, condannato ad una pena detentiva per minaccia dal Tribunale di Roma in data 12 Ottobre 2018, ma anche al risarcimento dei danni in favore della donna vittima del reato e delle varie associazioni anti violenza che si erano costituite parti civili.

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