Risarcimento Danni per Interruzione - Disservizio Fornitura Acqua a Torino: informazioni e consulenza su StudioLegaleRisarcimentoDanni.it degli avvocati Bombaci e Laganà

La rete di distribuzione dell’acqua potabile presente nel nostro paese sebbene sia in grado di raggiungere capillarmente ogni angolo del territorio, talvolta presenta dei problemi di fondo che sfociano in interruzioni della fornitura che possono durare anche alcuni giorni.

Difendersi in questo caso è fondamentale, dato che l’acqua rappresenta un bene primario, difficilmente reperibile in forma alternativa rispetto alla diretta erogazione.

La fornitura ed il contratto
Cosa prevede la normativa in tema di fornitura

L’acqua viene erogata dietro sottoscrizione di un regolare contratto di fornitura come stabilito dai principi di cui all’art. 1559 del codice civile.

Un eventuale interruzione e/o disservizio nella fornitura dell’acqua determina una richiesta di risarcimento danni alle aziende fornitrici, stante che, a fronte di una ordinaria diligenza, tali eventi non dovrebbero verificarsi se non in caso di calamità naturali o eventi derivanti da forza maggiore che non siano in alcun modo addebitabili al gestore.

L’acqua è un bene fondamentale
L’interruzione nell’erogazione di acqua genera problemi che minano la base del vivere comune

A differenza di altri servizi, l’interruzione della fornitura di acqua è in grado di paralizzare completamente sia il privato che l’attività commerciale, stante che buona parte delle azioni quotidiane o di taluni processi produttivi necessitano di questo liquido per poter essere portati a termine correttamente.

Sebbene sia possibile approvvigionarsi temporaneamente presso terzi rivenditori, che tuttavia in alcune zone d’Italia non sono così prontamente reperibili, il disagio rimane comunque di notevole entità.

Come agire
I modi per tutelare i propri interessi in caso di mancata fornitura

Per prima cosa è opportuno documentare accuratamente la durata del disservizio, effettuando anche una chiamata al servizio clienti in modo da avere una stima dei tempi di ripristino, in modo da confrontarli poi con quanto effettivamente accaduto. È molto importante tenere traccia e documentare, anche mediante fotografie, lo stato dei fatti e l’impossibilità di svolgere talune azioni della vita ordinaria, o, per le aziende, l’impossibilità di procedere con le lavorazioni o fornire servizi.

Si pensi per esempio ad un bar, che senza l’acqua non potrebbe erogare buona parte dei suoi servizi, come la preparazione del caffè, e rimarrebbe paralizzato dall’impossibilità del lavaggio di bicchieri e stoviglie. Rivolgersi tempestivamente ad un legale permetterà all’utente di avere utilissime informazioni su come gestire, dal punto di vista probatorio, l’interruzione del servizio.

Occorre ricordare che la Corte di Cassazione, Sezione I Civile, con ordinanza n. 2182/2016 ha stabilito che il fornitore del servizio è tenuto a risarcire i cittadini da tutti i danni che dovessero derivare da una mancata fornitura di acqua potabile, anche se questo fosse dovuto all’eventuale inquinamento prodotto da insediamenti industriali.

Dello stesso avviso è stato il Tribunale di Cagliari, che con sentenza del 24 novembre 2017 ha stabilito che spetta al gestore del servizio idrico il ristoro dei danni dovuti alla mancata erogazione dell’acqua, sebbene l’entità del danno vada correttamente accertata e riscontrata da elementi oggettivi, che dovranno essere raccolti nella fase preliminare e presentati all’Autorità Giudiziaria in modo da avere un riscontro puntuale rispetto alla richiesta di risarcimento avanzata.

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