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Polmonite contratta in ospedale: quando e come chiedere il risarcimento danni

Polmonite contratta in ospedale: quando e come chiedere il risarcimento danni

Contrarre una polmonite durante un ricovero ospedaliero non è una complicanza inevitabile. Spesso si tratta di un evento che rientra nella categoria delle infezioni ospedaliere o nosocomiali, per le quali la legge e la giurisprudenza riconoscono la possibilità di chiedere un risarcimento danni.

In Italia, il diritto alla salute è un diritto costituzionalmente tutelato (art. 32 Cost.), e ogni paziente ha diritto a cure sicure e adeguate.

Quando ciò non avviene, e un’infezione come la polmonite viene contratta a causa di carenze organizzative, mancanza di igiene o negligenza medica, la struttura sanitaria può essere chiamata a risponderne. In questo articolo vedremo cosa significa polmonite nosocomiale, quali sono i diritti del paziente, cosa dice la legge e perché rivolgersi a un avvocato specializzato fa davvero la differenza.

Cos’è la polmonite nosocomiale e quando è responsabilità dell’ospedale

La polmonite nosocomiale è un’infezione polmonare che insorge dopo almeno 48 ore dal ricovero, ed è considerata di origine ospedaliera perché non presente né in incubazione al momento dell’ingresso del paziente.

Si tratta di una delle complicanze più gravi delle degenze ospedaliere, spesso legata all’uso di ventilatori, cateteri o a condizioni igienico-sanitarie insufficienti.

Dal punto di vista giuridico, queste infezioni rientrano tra le cosiddette infezioni correlate all’assistenza (ICA), per le quali la responsabilità ricade in primo luogo sulla struttura sanitaria.

L’articolo 1218 del Codice Civile stabilisce che il debitore (in questo caso l’ospedale) risponde per inadempimento se non dimostra di aver adottato tutte le misure necessarie per adempiere correttamente alla prestazione.

La Cassazione civile, sez. III, sentenza n. 18392/2017, ha chiarito che il paziente deve solo provare di aver contratto l’infezione in ospedale e il nesso temporale con la degenza; spetta alla struttura sanitaria dimostrare che l’evento non era evitabile.

Questo principio è stato ribadito anche dalla Cassazione n. 4792/2021, che ha riconosciuto il diritto al risarcimento a un paziente colpito da polmonite nosocomiale, nel caso specifico una polmonite da batteri resistenti tipici dell’ambiente ospedaliero (Pseudomonas, Klebsiella).

Se non vengono dimostrate procedure adeguate di sterilizzazione e protocolli di prevenzione, la responsabilità ricade sulla struttura.

Diritti del paziente e come muoversi per ottenere il risarcimento

Chi contrae una polmonite in ospedale ha diritto a richiedere un risarcimento che copra tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti. Le voci di danno includono:

  • Danno biologico: compromissione della salute fisica e psicologica.

  • Danno patrimoniale: costi per ulteriori cure, riabilitazioni, terapie a domicilio.

  • Perdita di capacità lavorativa: nei casi in cui la malattia riduce la possibilità di lavorare.

  • Danno morale ed esistenziale: sofferenze, ansia e peggioramento della qualità della vita.

Il riferimento normativo principale è la Legge Gelli-Bianco n. 24/2017, che disciplina la responsabilità professionale sanitaria. Secondo questa legge:

  • la struttura sanitaria risponde in via contrattuale, con prescrizione di 10 anni;

  • il medico risponde in via extracontrattuale (art. 2043 c.c.), con prescrizione di 5 anni.

Un aspetto fondamentale è che la legge ha reso obbligatoria l’assicurazione per le strutture sanitarie (art. 10 L. 24/2017). Ciò garantisce che, in caso di risarcimento, il paziente possa concretamente ottenere quanto gli spetta, senza temere insolvenze.

Possiamo affermare serenamente, quindi, che la giurisprudenza è ormai consolidata: la Cass. civ. n. 28985/2019 ha stabilito che il paziente non deve provare la colpa del medico o dell’ospedale, ma soltanto il danno e il nesso causale con la degenza. Sarà poi l’ospedale a dover dimostrare che la polmonite era inevitabile nonostante tutte le cautele.

Esempio: se un paziente anziano viene ricoverato per un intervento cardiaco e sviluppa polmonite da ventilazione meccanica, l’ospedale dovrà provare di aver adottato protocolli di prevenzione (igienizzazione, antibiotici mirati, monitoraggi). Se non ci riesce, il risarcimento è dovuto.

Perché rivolgersi a un avvocato specializzato in risarcimenti è indispensabile

Affrontare un percorso di risarcimento per polmonite contratta in ospedale non è semplice. Serve raccogliere la cartella clinica, analizzare i protocolli utilizzati, valutare la documentazione medica e dimostrare il nesso causale tra infezione e ricovero. È per questo che rivolgersi a un avvocato esperto in responsabilità medica è indispensabile.

Un avvocato esperto ti guida nella raccolta della documentazione clinica completa (cartella sanitaria, esami, referti); lavora con consulenti medico-legali capaci di valutare con precisione l’origine dell’infezione; avvia la procedura di consulenza tecnica preventiva (art. 696-bis c.p.c.), obbligatoria prima della causa; tutela i tuoi diritti nei tempi giusti (evitando la prescrizione dei termini); quantifica correttamente i danni, utilizzando le tabelle di Milano e altre prassi medico-legali.

La differenza tra agire da soli e affidarsi a un legale è sostanziale: un paziente inesperto rischia di smarrirsi tra norme, burocrazia e scadenze, con il pericolo di perdere un diritto che gli spetta. Al contrario, l’assistenza di uno studio legale specializzato garantisce una strategia solida, supportata da giurisprudenza favorevole e dalla competenza tecnica necessaria.

Non è un caso che molte sentenze abbiano riconosciuto risarcimenti congrui e significativi. Alcuni casi hanno visto liquidazioni per centinaia di migliaia di euro, in base alla gravità dei danni subiti, alla durata della malattia e alle conseguenze permanenti sulla salute e sulla vita quotidiana.

La polmonite contratta in ospedale non è una fatalità inevitabile, ma un evento che può e deve essere prevenuto con protocolli adeguati. Quando ciò non avviene, la legge riconosce al paziente il diritto a un risarcimento pieno e proporzionato al danno subito.

Il quadro normativo e giurisprudenziale italiano è chiaro: la responsabilità della struttura sanitaria è contrattuale e l’onere della prova ricade sull’ospedale. Per il paziente, ciò significa avere una tutela effettiva, ma solo se si affida a un avvocato competente, capace di difendere i suoi diritti con fermezza e conoscenza tecnica.

Se hai contratto una polmonite durante un ricovero, non affrontare da solo questa battaglia.

La nostra esperienza e il nostro impegno per la tutela dei diritti ti garantiranno il supporto necessario per affrontare con determinazione e competenza il tuo percorso per avere giustizia in caso di danni nosocomiali, ma anche per problemi di malattia professionale, cause penali e civili, sinistri stradali e molto altro. Non esitare a contattarci. Questa è la scelta che può fare la differenza tra restare senza tutela o ottenere un risarcimento congruo e giusto.

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