Passa al contenuto principale
Radiazioni ionizzanti e malattie professionali: cosa prevede la legge e come ottenere il risarcimento

Radiazioni ionizzanti e malattie professionali: cosa prevede la legge e come ottenere il risarcimento

Tra le malattie professionali più complesse da riconoscere, ma anche tra le più gravi per le conseguenze sulla salute del lavoratore, rientrano quelle derivanti dall’esposizione prolungata a radiazioni ionizzanti. Una condizione che interessa soprattutto operatori sanitari (radiologi, tecnici di radiologia, infermieri di medicina nucleare), ma anche lavoratori del comparto industriale e della ricerca scientifica.

La legge italiana e la giurisprudenza più recente offrono strumenti importanti per la tutela del lavoratore esposto, sia in termini di riconoscimento INAIL sia per ottenere un risarcimento integrale del danno, soprattutto quando l’esposizione è stata causata o aggravata da carenze nei sistemi di sicurezza o nella formazione da parte del datore di lavoro.

Cosa sono le radiazioni ionizzanti e perché rappresentano un rischio professionale

Le radiazioni ionizzanti sono particelle o onde elettromagnetiche ad alta energia, capaci di ionizzare gli atomi con cui entrano in contatto. Si tratta di una forma di energia utilizzata in medicina per scopi diagnostici o terapeutici (come i raggi X e la radioterapia), ma anche in ambito industriale per il controllo qualità, la sterilizzazione o la produzione energetica.

L’esposizione continua o inadeguatamente protetta a queste radiazioni può provocare danni biologici gravi, anche a lungo termine, tra cui leucemie, linfomi, tumori solidi, cataratte, sterilità, disturbi tiroidei e, nei casi più estremi, patologie neurodegenerative.

Già il D.Lgs. 101/2020, che ha recepito la Direttiva Euratom, stabilisce obblighi stringenti per i datori di lavoro in merito alla valutazione del rischio da radiazioni ionizzanti, alla classificazione del personale esposto e all’adozione di misure di protezione collettiva e individuale. Ogni omissione o negligenza può avere conseguenze rilevanti anche in sede civile.

In ambito sanitario, la normativa è ancora più rigorosa, soprattutto dopo l’entrata in vigore del Regolamento UE 2017/745, che rafforza gli obblighi di tracciabilità e sorveglianza delle apparecchiature radiologiche.

Ciò nonostante, i casi di esposizione anomala o cronica non sono rari, e le conseguenze sanitarie si manifestano spesso a distanza di anni, rendendo il riconoscimento legale più complesso ma non per questo meno fondato.

Riconoscimento INAIL per malattie da radiazioni: come funziona

Le malattie causate da esposizione a radiazioni ionizzanti rientrano nell’elenco delle patologie tabellate dall’INAIL. Il riferimento è il Decreto Ministeriale 9 aprile 2008, in cui, nell’ambito del settore sanitario e industriale, sono indicate patologie oncologiche e degenerative legate a tale esposizione.

In base all’art. 3 del D.P.R. 1124/1965, il lavoratore che sviluppa una patologia inclusa nella tabella ha diritto a una presunzione legale di origine professionale, purché dimostri di aver svolto mansioni a rischio e che la malattia si sia manifestata entro i termini previsti (periodo massimo di latenza).

Quando la malattia non rientra formalmente nella tabella – come nel caso di tumori rari – il lavoratore può comunque ottenere il riconoscimento in via extra-tabellare, dimostrando il nesso causale con il lavoro svolto.

Una sentenza emblematica in questo senso è quella della Cassazione Civile, Sez. Lavoro, n. 25220/2018, che ha riconosciuto come malattia professionale il carcinoma alla tiroide contratto da un tecnico radiologo, anche in assenza di un’indicazione tabellare esplicita, sulla base delle risultanze medico-legali e dell’esposizione documentata.

Il procedimento di riconoscimento richiede la denuncia della malattia all’INAIL entro 15 giorni dalla conoscenza della diagnosi (art. 53, D.P.R. 1124/1965). Segue l’accertamento da parte dell’ente e, in caso di esito positivo, la liquidazione delle prestazioni economiche e sanitarie previste:

  • Indennità per inabilità temporanea

  • Indennizzo in capitale (dal 6% al 15% di menomazione)

  • Rendita diretta (per menomazioni superiori al 16%)

  • Rimborso spese mediche, protesi, trattamenti specialistici

  • In caso di decesso, rendita ai superstiti

Ma è fondamentale chiarire che quanto riconosciuto dall’INAIL copre solo una parte del danno subito. La giurisprudenza maggioritaria, da tempo, distingue tra indennizzo INAIL (che ha natura assistenziale) e risarcimento del danno civile, che spetta se vi è stata una violazione degli obblighi di sicurezza da parte del datore.

Quando e come è possibile ottenere il risarcimento del danno

Il risarcimento integrale del danno può essere richiesto in aggiunta all’indennizzo INAIL, quando si dimostra che l’esposizione del lavoratore alle radiazioni sia dipesa da colpa o negligenza del datore di lavoro.

Il riferimento normativo è l’art. 2087 c.c., che impone all’imprenditore di adottare tutte le misure necessarie per garantire l’integrità fisica e morale del lavoratore, anche oltre gli obblighi specifici previsti da leggi e regolamenti.

L’inadempimento a questi doveri può configurare responsabilità contrattuale e dare origine a una domanda di risarcimento danni differenziali, che include voci come:

  • danno biologico permanente non coperto da INAIL

  • danno morale

  • danno esistenziale

  • perdita di capacità lavorativa specifica

  • danno patrimoniale e riflesso

È importante ricordare che la prova della violazione spetta al lavoratore, ma una volta documentata l’esistenza del rischio e l’omissione delle misure preventive, spetta al datore provare di aver fatto tutto il possibile per evitarlo.

A conferma, la Cassazione Civile, Sez. Lav., sent. n. 20281/2020 ha sancito che “l’inosservanza delle misure di prevenzione costituisce presunzione grave di responsabilità del datore, salvo prova contraria”.

Particolarmente rilevante è anche la prescrizione decennale per l’azione di risarcimento in sede civile, da calcolare dal momento della manifestazione del danno. In caso di decesso, il diritto si trasmette agli eredi, che possono agire per conto del lavoratore.

Il supporto legale, in questi casi, è determinante per raccogliere la documentazione medica, tecnica e testimoniale necessaria, per redigere la perizia medico-legale e per quantificare correttamente il danno. È fondamentale agire tempestivamente, soprattutto in presenza di patologie degenerative.

Le malattie professionali da radiazioni ionizzanti sono complesse da riconoscere e, in molti casi, non immediatamente associate alla causa lavorativa. Tuttavia, il quadro normativo, medico e giurisprudenziale consente oggi di tutelare il lavoratore in modo completo, sia sotto il profilo previdenziale che risarcitorio.

Chi è stato esposto a radiazioni ionizzanti per motivi professionali e ha sviluppato una patologia sospetta, ha il diritto non solo a un indennizzo da parte dell’INAIL, ma anche – nei casi di responsabilità datoriale – a un risarcimento integrale del danno subito, patrimoniale e non patrimoniale.

Per questo motivo, è consigliabile rivolgersi fin da subito a uno studio legale specializzato in diritto del lavoro e responsabilità civile. Un avvocato esperto può guidare il lavoratore nella fase amministrativa con l’INAIL, ma soprattutto tutelarlo efficacemente in sede stragiudiziale o giudiziale per ottenere il giusto risarcimento.

Se  vuoi ricevere assistenza legale qualificata per ottenere il danno differenziale derivante da radiazioni ionizzanti, ti invitiamo a contattare lo Studio Legale Bombaci & Partners, chiamando o compilando il form di contatto.

Il nostro studio, premiato ai Le Fonti Awards 2024 come Boutique Legale d’Eccellenza nel settore Responsabilità Civile e Risarcimento Danni, è pronto a offrire assistenza completa per chi è stato colpito da una malattia professionale.

La nostra esperienza e il nostro impegno per la tutela dei diritti ti garantiranno il supporto necessario per affrontare con determinazione e competenza il tuo percorso per avere giustizia in caso di danni derivanti da infortuni sul lavoro, da malattia professionale, cause penali e civili, sinistri stradali e molto altro. Non esitare a contattarci.

Dicono di noi
Dicono di noi
Contatti
Seguici sui social!
Casi Risolti
Dal nostro blog
Chiama Ora