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Come Richiedere la Nomina di un Amministratore di Sostegno: Procedura, Poteri e Doveri

Come Richiedere la Nomina di un Amministratore di Sostegno: Procedura, Poteri e Doveri

L’amministratore di sostegno svolge un ruolo essenziale nell’ambito dell’assistenza alle persone con disabilità, occupandosi di questioni legali e finanziarie. Per ricoprire questo ruolo, è necessario possedere requisiti specifici, oltre a dimostrare competenza e affidabilità. Tra i principali compiti dell’amministratore di sostegno vi sono la gestione delle finanze, la protezione legale e il supporto alla persona assistita. Agendo sempre in conformità con gli obblighi etici e legali, l’amministratore di sostegno si impegna a salvaguardare il benessere e i diritti fondamentali della persona di cui si occupa. In questo articolo vediamo in dettaglio tutto quello che c’è da sapere su questa figura.

I Compiti e Poteri dell’Amministratore di Sostegno

I compiti e i poteri dell’Amministratore di Sostegno sono definiti dal decreto di nomina emesso dal giudice tutelare e dai provvedimenti giudiziari successivi, che possono essere emessi in base alle necessità della persona assistita. Le mansioni di questo rappresentante possono riguardare l’assistenza e/o la rappresentanza del beneficiario.

Assistenza del Beneficiario

L’amministratore di sostegno fornisce assistenza al beneficiario in tutti quegli atti in cui, secondo quanto indicato nel decreto di nomina del giudice, deve affiancare il beneficiario senza sostituirsi a lui. Questo presuppone che la disabilità del beneficiario non sia così invalidante da impedire una manifestazione autonoma della volontà. In tali casi, si richiede solo un’assistenza, altrimenti verrebbe nominato un tutore o un curatore.

Rappresentanza del Beneficiario

Quando nel decreto del giudice sono previsti poteri di rappresentanza, l’amministratore di sostegno agisce in nome e per conto del beneficiario in interventi specificamente indicati nel provvedimento. Solo in questi casi, l’amministratore di sostegno può compiere l’atto previsto al posto dell’assistito, perché quest’ultimo è considerato incapace di compiere autonomamente quella specifica azione.

Cura della Persona e Gestione Patrimoniale

Nel contesto dell’amministrazione di sostegno, la cura della persona e la gestione patrimoniale sono strettamente collegate e complementari, con l’obiettivo di salvaguardare al meglio gli interessi del beneficiario. Il giudice tutelare può assegnare all’amministratore di sostegno compiti che riguardano sia aspetti personali che patrimoniali, nonché la gestione di interessi economici, come il pagamento delle spese domestiche o la riscossione di entrate come stipendi o pensioni.

Richiesta Amministratore di Sostegno: esempi dei suoi compiti

Aspetti Personali:

  • Avviare una separazione o un divorzio.
  • Rilasciare un consenso informato per trattamenti medici.
  • Scegliere la residenza.
  • Accettare o rinunciare a un’eredità.

Aspetti Patrimoniali:

  • Pagamento delle utenze domestiche.
  • Riscossione dello stipendio o della pensione.
  • Gestione generale del patrimonio dell’assistito.

L’Amministratore di Sostegno può ricevere dal giudice tutelare poteri di rappresentanza, anche esclusiva, per il compimento di atti di natura personale e patrimoniale, garantendo al contempo protezione e assistenza per prevenire possibili danni derivanti da iniziative personali.

Qual è la procedura di richiesta e di nomina dell’Amministratore di Sostegno e quali sono i suoi poteri e doveri?

La procedura di richiesta e nomina dell’Amministratore di Sostegno è volta a tutelare chi, per diverse ragioni, si trova in condizioni di particolare fragilità e necessita di un supporto nella gestione degli affari personali e patrimoniali. Questo procedimento richiede l’avvio di un iter legale che coinvolge il Giudice Tutelare e le parti interessate per nominare un Amministratore di Sostegno idoneo. Vediamo come si svolge la procedura di richiesta e quali sono i poteri e doveri di chi ricopre questo ruolo.

Qual è la procedura di richiesta e di nomina dell’Amministratore di Sostegno?

La richiesta di nomina dell’Amministratore di Sostegno deve essere presentata presso il Giudice Tutelare, il quale, considerando la residenza o il domicilio della persona interessata, nominerà un Amministratore di Sostegno. I requisiti chiave per ottenere questa misura sono la presenza di una condizione di infermità o menomazione e l’incapacità che ne deriva di prendersi cura autonomamente dei propri interessi personali. Tale tutela è estesa a diverse categorie di individui, compresi quelli affetti da patologie psichiatriche, malattie degenerative, condizioni di coma o altre infermità fisiche e mentali.

Per procedere alla nomina di un Amministratore di Sostegno, è necessario presentare un ricorso presso il Tribunale, specificamente nell’ufficio del Giudice Tutelare competente in base al luogo di residenza o domicilio del possibile beneficiario. Anche se non obbligatoria, si consiglia la consulenza di un avvocato esperto per affrontare questa delicata procedura giudiziaria senza intoppi.

Il ricorso, che può essere presentato direttamente dal richiedente, deve indicare:

  • Il Giudice Tutelare competente.
  • Le informazioni del richiedente e del beneficiario.
  • La residenza, il domicilio e la dimora abituale del beneficiario.

È essenziale fornire dettagli sugli atti di natura personale o patrimoniale che richiedono un’azione urgente, descrivendo le abitudini e le condizioni di vita del potenziale amministrato, inclusa la situazione patrimoniale.

Le persone abilitate a presentare il ricorso al Giudice Tutelare sono:

  • L’interessato stesso.
  • Il Pubblico Ministero.
  • Il coniuge.
  • Persona stabilmente convivente.
  • Parenti entro il quarto grado.
  • Affini entro il secondo grado.
  • Tutore dell’interdetto.
  • Curatore dell’inabilitato.
  • Unito civilmente.
  • Coloro che gestiscono i servizi sanitari e sociali, qualora si riscontrino situazioni rilevanti, possono proporre il ricorso o segnalare al Pubblico Ministero le circostanze rilevate.

Il Giudice Tutelare emanerà il provvedimento entro un termine massimo di 60 giorni dal deposito del ricorso, emettendo un decreto motivato immediatamente esecutivo. In questo decreto viene fissata la data dell’udienza dove si ascolterà il beneficiario, verranno convocati il ricorrente e gli altri soggetti menzionati nell’articolo 406 del codice civile, come congiunti e conviventi.

La notifica del ricorso e del decreto, a cura del ricorrente, deve essere effettuata nei confronti del beneficiario, mentre entrambi gli atti devono essere comunicati agli altri soggetti indicati nel ricorso.

Quali sono i poteri e i doveri dell’Amministratore di Sostegno?

L’Amministratore di Sostegno ha poteri, doveri e limiti definiti dalla legge. Il potere di rappresentanza è conferito legalmente e si applica solo in situazioni di effettiva incapacità della persona assistita, individuate dal Giudice Tutelare. Tra i compiti dell’Amministratore di Sostegno rientrano:

  • La gestione del conto bancario.
  • Il ritiro della pensione.
  • I pagamenti per conto dell’amministrato.
  • La gestione di beni immobili, come l’affitto.
  • Richiedere pensioni o indennità di accompagnamento.
  • Ottenere documenti d’identità, certificati medici o altri documenti.
  • Presentare la dichiarazione dei redditi.

Esistono anche atti straordinari che l’Amministratore di Sostegno può compiere, come:

  • Accettare o rifiutare un’eredità.
  • Vendere un immobile.
  • Effettuare investimenti.

In questi casi, la decisione richiede l’autorizzazione del Giudice Tutelare. Il decreto di nomina dell’amministratore può anche porre dei limiti all’attività dell’amministratore, specificando che i suoi atti debbano riguardare solo la cura della persona. In questo caso, l’Amministratore non dovrà in alcun modo superare questi limiti.

L’amministratore deve cercare un dialogo con l’amministrato, coinvolgendolo nelle decisioni, se possibile, anche se non sempre può decidere secondo le sue volontà. Periodicamente, dovrà rendere conto al Giudice Tutelare della situazione dell’amministrato e presentare un rendiconto contabile e patrimoniale. Ogni qual volta l’Amministratore di Sostegno viene nominato anche responsabile della gestione patrimoniale, dovrà presentare un rendiconto finale entro due mesi dalla fine dell’amministrazione, che dovrà essere approvato dal giudice e potrà essere impugnato dagli interessati.

Contattaci per assistenza legale nella nomina dell’Amministratore di Sostegno. Avvalersi di uno studio legale competente è fondamentale per evitare errori e velocizzare l’iter di nomina.

 

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