
TFS e sei scatti stipendiali: accolto il ricorso di cinque ex appartenenti alle Forze di polizia contro l’INPS
Un trattamento di fine servizio già liquidato non significa necessariamente che i conteggi effettuati siano corretti e che non vi siano ulteriori somme da riconoscere. È quanto emerge da un recente caso seguito dall’avvocato Alessio Bombaci, conclusosi con una pronuncia favorevole del Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte nei confronti di cinque ex appartenenti alle Forze di polizia.
La controversia riguardava un tema previdenziale particolarmente rilevante per il personale del comparto sicurezza: l’inclusione dei cosiddetti “sei scatti stipendiali” nella base di calcolo del trattamento di fine servizio (TFS).
I ricorrenti – un ex appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria e quattro ex appartenenti alla Polizia di Stato – erano stati collocati a riposo su domanda dopo aver compiuto almeno 55 anni di età e maturato oltre 35 anni di servizio utile ai fini contributivi. Nonostante ciò, nella liquidazione del TFS non era stato riconosciuto il beneficio previsto dall’articolo 6-bis del decreto-legge 21 settembre 1987, n. 387.
Dopo le richieste avanzate in via amministrativa e il mancato riconoscimento del beneficio, la vicenda è arrivata davanti al TAR Piemonte. Con la decisione pronunciata nel luglio 2026, il ricorso è stato accolto.

Il problema: il TFS era stato calcolato senza i sei scatti
Il punto centrale della controversia riguardava il modo in cui era stata determinata l’indennità di buonuscita.
L’articolo 6-bis del d.l. n. 387/1987 prevede, in presenza delle condizioni stabilite dalla legge, l’attribuzione di sei scatti, ciascuno pari al 2,50%, rilevanti anche ai fini della liquidazione dell’indennità di buonuscita. La disciplina contempla inoltre l’ipotesi del personale che chieda di essere collocato in quiescenza dopo aver compiuto 55 anni di età e maturato 35 anni di servizio utile.
Nel caso seguito dallo Studio, tutti e cinque gli interessati possedevano i requisiti anagrafici e contributivi richiesti.
Il loro TFS, tuttavia, era stato liquidato senza applicare tale beneficio. Prima di rivolgersi al giudice erano state presentate istanze e diffide per ottenere il riconoscimento in via amministrativa, senza arrivare al risultato richiesto. La documentazione prodotta in giudizio mostrava infatti che i trattamenti di fine servizio erano stati liquidati senza i sei scatti nonostante la sussistenza, secondo la tesi difensiva poi accolta dal TAR, dei relativi presupposti.
Si è resa quindi necessaria l’azione giudiziaria.
Il ricorso davanti al TAR Piemonte
L’avvocato Alessio Bombaci, insieme all’avvocato Valeria Bianco, ha rappresentato e difeso i cinque ricorrenti nel giudizio promosso contro l’INPS. L’obiettivo era ottenere l’accertamento del diritto al beneficio economico e, conseguentemente, la rideterminazione dell’indennità di buonuscita attraverso l’inclusione dei sei scatti nella base di calcolo del TFS.
La questione non era meramente contabile.
Alla base della controversia vi era infatti una disciplina normativa complessa, caratterizzata, come rilevato dallo stesso TAR, da una stratificazione di disposizioni succedutesi nel tempo e da un precedente contrasto giurisprudenziale.
L’INPS si è costituito in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso e ha sollevato, tra le altre questioni, un’eccezione di decadenza.
Proprio questo aspetto rende particolarmente significativo l’esito della causa.
L’eccezione di decadenza respinta dal Tribunale
Uno dei punti affrontati dal TAR riguardava il termine previsto dall’articolo 6-bis per la presentazione della domanda di collocamento in quiescenza.
Il Tribunale ha respinto l’eccezione di decadenza sollevata dall’Amministrazione.
Secondo il TAR, infatti, non vi sono norme espresse che attribuiscano natura decadenziale a quel termine. La sua funzione deve essere letta in relazione alla decorrenza del collocamento a riposo e non come una condizione tale da determinare automaticamente la perdita del beneficio.
La conclusione è particolarmente importante perché evita che un termine inserito in una normativa complessa venga interpretato in modo tale da privare definitivamente l’interessato di un diritto senza una chiara previsione legislativa.
Superata la questione preliminare, il TAR è entrato nel merito della controversia, ritenendo il ricorso fondato.
Perché il TAR ha riconosciuto il diritto ai sei scatti
Il Tribunale ha ricostruito l’evoluzione della normativa e della giurisprudenza amministrativa, evidenziando come, dopo un precedente contrasto interpretativo, si sia consolidato un orientamento favorevole al riconoscimento del beneficio previsto dall’articolo 6-bis agli appartenenti alle Forze di polizia, sia ad ordinamento civile sia ad ordinamento militare.
Un passaggio particolarmente importante riguarda la distinzione tra trattamento pensionistico e trattamento di fine servizio.
Il TAR ha chiarito che la disciplina prevista dall’articolo 4 del d.lgs. n. 165/1997, relativa al regime oneroso degli scatti per il personale collocato in congedo a domanda, opera ai fini pensionistici e non trova applicazione alla liquidazione del TFS.
Quanto alla cessazione volontaria dal servizio, il Tribunale ha inoltre confermato che il beneficio può spettare anche al personale collocato in quiescenza su domanda quando siano presenti i requisiti previsti dalla normativa.
Nel caso concreto tali condizioni sussistevano: i cinque ricorrenti provenivano dalla Polizia Penitenziaria e dalla Polizia di Stato e, al momento del congedo, avevano raggiunto l’anzianità anagrafica e contributiva richiesta.
Anche il calcolo corretto del TFS compete all’INPS
Un ulteriore punto affrontato nella sentenza riguarda il ruolo dell’INPS.
Nel giudizio era stata prospettata la tesi secondo cui l’Istituto avrebbe avuto una funzione sostanzialmente limitata rispetto ai dati trasmessi dall’amministrazione di provenienza.
Il TAR non ha condiviso questa impostazione.
Richiamando la giurisprudenza amministrativa, il Tribunale ha ribadito che è l’ente previdenziale ad avere la competenza per calcolare, liquidare e corrispondere il trattamento di fine servizio. Il fatto che per la quantificazione vengano utilizzati dati e atti provenienti dall’amministrazione presso la quale il dipendente prestava servizio non elimina tale responsabilità.
È un principio rilevante anche sul piano pratico, perché consente di individuare correttamente il soggetto nei cui confronti far valere la richiesta di rideterminazione.
La decisione: ricorso accolto e TFS da rideterminare
La conclusione del TAR Piemonte è netta: il ricorso è stato accolto.
Il Tribunale ha accertato la spettanza del beneficio previsto dall’articolo 6-bis ai fini della liquidazione del trattamento di fine servizio e ha conseguentemente condannato l’Amministrazione alla corresponsione degli emolumenti dovuti, oltre agli interessi di legge decorrenti dalla maturazione del diritto al saldo.
Per precisione, la sentenza non ha invece riconosciuto la rivalutazione monetaria richiesta, ritenendola esclusa dalla normativa richiamata nella decisione.
L’INPS è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di lite, quantificate in 3.000 euro per compensi professionali, oltre agli accessori di legge e alla rifusione del contributo unificato alle condizioni previste dalla legge.
Un caso che dimostra perché è importante verificare il proprio TFS
Questa vicenda mostra un aspetto spesso sottovalutato: ricevere la liquidazione del TFS non significa necessariamente che ogni voce sia stata correttamente considerata.
Nel comparto sicurezza, in particolare, la successione delle norme e l’evoluzione della giurisprudenza possono rendere difficile per il singolo pensionato comprendere se il trattamento ricevuto sia stato determinato correttamente.
Per questo è importante esaminare il provvedimento di liquidazione, ricostruire la carriera e la modalità di cessazione dal servizio, verificare l’età e l’anzianità contributiva raggiunte e valutare anche eventuali precedenti istanze o atti interruttivi.
Il risultato ottenuto in questo caso non significa, naturalmente, che ogni ex appartenente alle Forze di polizia abbia automaticamente diritto a una maggiore liquidazione: ogni posizione deve essere verificata individualmente, sulla base dei requisiti posseduti, della documentazione disponibile e dei termini applicabili.
È proprio questa verifica preliminare a consentire di capire se esistano concretamente i presupposti per chiedere il ricalcolo del trattamento di fine servizio.
Lo Studio Legale Bombaci assiste dipendenti ed ex dipendenti pubblici nella valutazione delle controversie economiche e previdenziali con la Pubblica Amministrazione.
Chi ritiene che il proprio TFS sia stato liquidato senza considerare benefici economici spettanti può richiedere un esame della documentazione per verificare se vi siano i presupposti per intervenire e quali strumenti possano essere utilizzati per tutelare il proprio diritto.
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ECCELLENTE
In base a 122 recensioni
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Diana AntonTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Mi sono affidata all’avv. Bombaci per un risarcimento danni di natura odontoiatrica e fin dal primo incontro mi sono sentita davvero ascoltata e compresa. Oltre alla professionalità, ciò che lo contraddistingue è l’umanità con cui tratta i propri clienti. È evidente quanto tenga alle persone che segue e quanto si impegni per venire loro incontro per qualsiasi esigenza. Lo consiglio sinceramente a chiunque abbia bisogno di un supporto competente ma soprattutto umano.Pubblicato su Google![]()
Emanuele “Zed” Di DioTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Mi sono trovate bene e sono stato assistito adeguatamente. Affidatevi completamente allo studio e lasciatevi consigliare.Pubblicato su Google![]()
Mauri tTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Grazie AvvocatoPubblicato su Google![]()
Elisa GuarnieriTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Ottimo studio, complimentiPubblicato su Google![]()
Domenico TarantiniTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Se cerchi un Avvocato è quello giusto, Avvocato Bombaci è sicuramente di serie A, all'inizio diffidavo non conoscendolo, ma leggendo le recensioni, tutte positive mi sono affidato a Lui ,. Ho fatto BENE , perché ho avuto, il doppio risarcimento per le lesioni riportate sia fisiche, che psichiche avute a seguito di un incidente stradale quindi non posso che confermare di avere fatto la scelta giusta colgo l'occasione per ringraziare e salutare Lo studio dell'Avvocato BombaciPubblicato su Google![]()
lucrezia pacificoTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Assistenza Legale Impeccabile Mi sono rivolta allo studio legale Bombaci per una questione legale delicata e ho trovato una persona estremamente chiara, disponibile e competente. Ha saputo spiegarmi tutto con grande semplicità, rispondendo sempre con rapidità e attenzione al cliente. Lo consiglio assolutamente.Pubblicato su Google![]()
Alessandro FusanoTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Ho avuto modo di affidarmi all’Avv. Alessio Bombaci e ne sono rimasto pienamente soddisfatto. Una persona disponibile, attenta e sempre pronta ad ascoltare con empatia e professionalità. La sua competenza e la cura con cui segue ogni dettaglio trasmettono sicurezza e serenità in ogni fase del percorso. Raramente si incontrano professionisti così preparati e al tempo stesso così umani. Esperienza davvero impeccabile, che consiglio con la massima convinzione.Pubblicato su Google![]()
osvaldo dal praTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Ho avuto bisogno di assistenza legale in una vicenda che mi preoccupava molto; sono stato seguito dall’avvocato Alessio Bombaci che ringrazio per essere stato in grado di risolvere il tutto in poco tempo con professionalità, capacità e umanità. Nel consigliare il Vs. Studio nn posso che ringraziare ancora l’Avv A. BombaciPubblicato su Google![]()
boss ggTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Mi sono rivolta all’Avvocato Bombaci per una pratica di rimborso assicurativo e sono rimasta davvero soddisfatta. È stato sempre disponibile, chiaro nelle spiegazioni e molto professionale. Ha seguito la pratica con attenzione e mi ha aiutata a ottenere il rimborso in tempi brevi. Consiglio assolutamente il suo studio a chi cerca un avvocato competente e affidabile!Pubblicato su Google![]()
Mihai RosuTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Ci siamo rivolti allo Studio Legale dell'Avv. Bombaci dopo che mia moglie è stata investita mentre era in bicicletta. Fin da subito abbiamo ricevuto ascolto, competenza e grande disponibilità. Lo studio ci ha seguiti passo dopo passo, con professionalità e umanità, ottenendo il giusto risarcimento per il danno subito. Siamo pienamente soddisfatti e consigliamo vivamente l’Avv. Bombaci a chiunque abbia bisogno di assistenza legale seria ed efficace. Grazie di cuore!
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