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Risarcimento di oltre 200.000€ per dita mutilate a causa di un infortunio sul lavoro

Risarcimento di oltre 200.000€ per dita mutilate a causa di un infortunio sul lavoro

Un gravissimo incidente sul lavoro ha sconvolto la vita di un operaio a Rivoli, costretto a subire l’amputazione parziale di tre dita e la frattura esposta di un altro alla mano sinistra. L’episodio, avvenuto in un cantiere edile, ha messo in luce gravi carenze nelle misure di sicurezza da parte dell’azienda coinvolta.

Grazie all’intervento dello Studio Legale Bombaci & Partners, la vittima ha ottenuto un risarcimento complessivo di oltre 200.000 euro, tra indennizzo INAIL e risarcimento diretto dal datore di lavoro. Questo caso evidenzia drammaticamente l’importanza cruciale del rispetto delle normative sulla sicurezza per prevenire simili tragedie e tutelare l’integrità fisica dei lavoratori.

La tragica dinamica: un infortunio che cambia la vita

Durante la movimentazione di pareti prefabbricate, il lavoratore ha subito un forte schiacciamento alla mano sinistra. Le lesioni riportate, con una prognosi superiore ai quaranta giorni, hanno causato un indebolimento permanente della capacità di presa della mano.

Questo ha compromesso seriamente la sua autonomia e le sue capacità quotidiane. Le indagini successive hanno escluso la fatalità, dimostrando che l’incidente è stata la diretta conseguenza di una serie di gravi violazioni delle normative sulla sicurezza sul lavoro.

Le negligenze del datore di lavoro: un disastro evitabile e le basi legali della responsabilità

Gli accertamenti della Procura di Torino hanno rivelato precise carenze organizzative e violazioni normative da parte della società, in palese contrasto con l’articolo 2087 del Codice civile.

Questa norma fondamentale stabilisce che “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro“. È una responsabilità ampia, che impone al datore di lavoro non solo di applicare le norme di legge specifiche, ma anche di adottare tutte quelle misure dettate dal buon senso, dall’esperienza comune e dalle migliori pratiche tecniche per garantire un ambiente di lavoro sicuro.

In questo specifico caso, sono emerse le seguenti criticità, che hanno costituito la base per l’accertamento della responsabilità del datore di lavoro:

  • Piano Operativo di Sicurezza (POS) inadeguato: Il POS, un documento essenziale per ogni cantiere, era eccessivamente generico. Non forniva indicazioni chiare sui rischi specifici legati alla movimentazione di carichi pesanti come le pareti prefabbricate, né sulle procedure precise e sicure da seguire. Un POS lacunoso è una violazione diretta degli obblighi di sicurezza, poiché non permette ai lavoratori di conoscere e prevenire i pericoli.
  • Omessa valutazione dei rischi: L’azienda non ha condotto una valutazione adeguata di tutti i pericoli legati alle mansioni svolte, in particolare alla movimentazione di carichi pesanti e ingombranti. La valutazione dei rischi è un obbligo inderogabile. La sua mancanza o la sua superficialità impedisce di identificare le misure preventive e protettive necessarie. Senza una corretta valutazione, non si possono implementare sistemi di lavoro sicuri.
  • Mancanza di formazione e informazione: Il lavoratore non aveva ricevuto un addestramento sufficiente e specifico sulle procedure da seguire durante queste operazioni a rischio. La legge impone che i lavoratori siano adeguatamente formati e informati sui rischi specifici delle loro mansioni e sulle procedure di sicurezza da adottare. La mancanza di formazione è una delle cause più comuni di infortunio, poiché espone il lavoratore a pericoli che non sa riconoscere o gestire.

Questi gravi inadempimenti configurano una chiara negligenza nella gestione della sicurezza in cantiere, ponendo il datore di lavoro in una posizione di responsabilità oggettiva e colposa per l’accaduto. La legge è chiara: la sicurezza sul lavoro non è un optional, ma un obbligo primario del datore di lavoro.

Il percorso legale e il risarcimento ottenuto: aspetti processuali e sostanziali

A fronte di queste gravi violazioni e negligenze da parte del datore di lavoro, la legge riconosce alla vittima il diritto a un risarcimento integrale che copra tutte le voci di danno subite. Le violazioni e la negligenza hanno avuto conseguenze devastanti per la vittima, che ha subito un grave danno biologico (cioè una lesione permanente all’integrità psicofisica) con indebolimento permanente della mano. A questo si sono aggiunte significative sofferenze psichiche legate al trauma e ai danni patrimoniali ed esistenziali.

Per ottenere il dovuto risarcimento per infortunio sul lavoro, lo Studio Legale Bombaci & Partners ha avviato immediatamente le procedure legali. Il primo passo è stato l’invio di una lettera

formale di messa in mora alla società responsabile. Questo atto non solo formalizza la richiesta di risarcimento, ma è anche fondamentale per interrompere i termini di prescrizione, evitando che il diritto al risarcimento decada con il passare del tempo. La società ha prontamente indicato la propria compagnia assicurativa, titolare della polizza di Responsabilità Civile, come referente per la gestione del sinistro. La richiesta formale di risarcimento è stata poi inviata via Posta Elettronica Certificata (PEC) alla compagnia assicurativa.

La fase stragiudiziale: negoziazione e ricerca di un accordo transattivo

Un aspetto cruciale della strategia legale è stato il tentativo di risolvere la questione in via stragiudiziale, cioè senza ricorrere al tribunale. L’obiettivo di questa fase è giungere a un accordo transattivo, ovvero una conciliazione che eviti i lunghi tempi e le spese significative di un contenzioso giudiziario.

La richiesta di risarcimento avanzata si è basata su una solida documentazione probatoria. Questa ha incluso non solo la certificazione medica delle lesioni e delle relative inabilità, ma soprattutto gli accertamenti del procedimento penale pendente presso la Procura di Torino. Tali accertamenti hanno evidenziato in modo inequivocabile le gravi negligenze del datore di lavoro, fornendo una base giuridica robusta per la richiesta risarcitoria. La prova della responsabilità del datore di lavoro è un elemento chiave per ottenere il giusto indennizzo.

Grazie all’intervento risoluto e competente dello Studio Legale Bombaci & Partners, il lavoratore ha ottenuto un risarcimento complessivo di oltre 200.000 euro. Questa somma è composta da due parti fondamentali: l’indennizzo INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro), che copre il danno biologico permanente secondo tabelle specifiche, e il risarcimento aggiuntivo corrisposto dal datore di lavoro (tramite la sua assicurazione). Quest’ultima parte copre tutti quei danni non indennizzati dall’INAIL, come ad esempio il danno morale, il danno esistenziale, il danno patrimoniale futuro legato alla perdita di capacità lavorativa specifica (se superiore a quanto indennizzato dall’INAIL), e tutte le voci di danno differenziale che la giurisprudenza riconosce al lavoratore infortunato per responsabilità del datore. Questo risultato testimonia l’efficacia di un’assistenza legale mirata e la capacità di negoziare con le compagnie assicurative, facendo valere i diritti del lavoratore fino in fondo.

Questo caso dimostra in modo lampante l’importanza di un’azione legale tempestiva e ben strutturata in presenza di infortuni sul lavoro causati da negligenze. L’obiettivo è duplice: garantire il giusto risarcimento alle vittime, permettendo loro di affrontare le conseguenze dell’infortunio, e promuovere una maggiore attenzione alla sicurezza sul lavoro, prevenendo il ripetersi di simili tragedie.

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Chi ha subito un infortunio sul lavoro ha bisogno di risposte rapide e azioni concrete. Lo Studio Legale Bombaci & Partners è esperto in infortunistica sul lavoro e responsabilità civile ed è pronto a fornirti l’assistenza necessaria per accertare le responsabilità e guidarti nel percorso per ottenere il risarcimento che ti spetta, proprio come nel caso del lavoratore di Rivoli.

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