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Come funziona il gratuito patrocinio?

Come funziona il gratuito patrocinio?

Hai bisogno di un avvocato ma non puoi permettertelo? Il gratuito patrocinio potrebbe essere la soluzione giusta per te.

Lo Stato ti permette di avere un difensore a spese sue, se il tuo reddito non supera una certa soglia. Che tu abbia un problema civile, penale o amministrativo, avrai diritto a un giusto processo.

Il gratuito patrocinio, noto anche come patrocinio a spese dello Stato, è un istituto giuridico che garantisce il diritto costituzionale di difesa a coloro che non dispongono di risorse economiche sufficienti per sostenere le spese legali.

Vediamo come funziona e chi può richiederlo.

Cos’è il gratuito patrocinio

Il gratuito patrocinio è un istituto fondamentale in uno Stato di diritto, perché permette ai cittadini italiani e agli stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale di nominare un avvocato e farsi assistere a spese dello Stato in procedimenti penali, civili, amministrativi, contabili e tributari, nonché nelle procedure di volontaria giurisdizione.

Questa normativa è un pilastro di equità sociale che garantisce l’accesso alla giustizia anche ai meno abbienti. In questo modo tutti avranno la possibilità di difendersi, come sancisce l’articolo 24  della Costituzione Italiana che dice: “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione“.

Qual è la normativa del gratuito patrocinio?

La normativa di riferimento è il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, che stabilisce i requisiti economici per l’accesso a questo istituto, fissando un limite di reddito annuo imponibile, aggiornato periodicamente, al di sotto del quale è possibile beneficiare di tale assistenza.

È importante sottolineare che l’avvocato nominato non può richiedere compensi o rimborsi al proprio assistito, pena sanzioni disciplinari alquanto elevate.

Questo è un principio cardine di questo istituto: l’avvocato lavora gratuitamente, perché è lo Stato a pagare la sua parcella.

Il gratuito patrocinio è pensato per aiutare chi non ha le risorse economiche per affrontare una causa legale. Se l’avvocato chiedesse un compenso al cliente, si vanificherebbe lo scopo di questo strumento, rendendolo inaccessibile a chi ne ha più bisogno.

Quali sono le conseguenze per un avvocato che viola questa regola?

Le conseguenze possono essere molto serie. Innanzitutto, l’avvocato rischia sanzioni disciplinari da parte dell’Ordine degli Avvocati. Queste sanzioni possono andare dalla semplice censura alla sospensione dall’albo, fino alla radiazione, che significa non poter più esercitare la professione.

Inoltre, l’avvocato potrebbe essere obbligato a restituire il compenso indebitamente percepito e, nei casi più gravi, potrebbe anche incorrere in responsabilità penali per frode.

In conclusione chiunque abusi di questo istituto, mettendo a rischio questo principio, deve essere consapevole delle conseguenze a cui va incontro.

Come funziona il gratuito patrocinio e come richiederlo

Per poter beneficiare del gratuito patrocinio, è necessario soddisfare un preciso requisito economico: il reddito annuo imponibile del richiedente e del suo nucleo familiare non deve superare una determinata soglia, attualmente fissata a €11.746,68.

Tale soglia, tuttavia, è soggetta a periodici aggiornamenti e può variare in base a specifici indicatori economici.

La richiesta di ammissione al gratuito patrocinio va presentata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati territorialmente competente, corredata da una serie di documentazione che attesti e dimostri la situazione economica del richiedente, come la dichiarazione dei redditi e altri documenti giustificativi.

Una volta accolta la domanda, il Consiglio dell’Ordine nomina un avvocato iscritto nell’apposito elenco, il quale provvederà a tutelare gli interessi del richiedente senza richiedere alcun compenso.

Al fine di prevenire eventuali abusi e garantire l’equa distribuzione delle risorse pubbliche destinate al gratuito patrocinio, sono previsti rigorosi controlli sulla sussistenza dei requisiti economici e sulla corretta gestione degli incarichi professionali conferiti agli avvocati. In caso di false dichiarazioni o di variazione delle condizioni economiche del beneficiario, l’ammissione al gratuito patrocinio può essere revocata.

In conclusione si può affermare che il gratuito patrocinio rappresenta un’importante conquista civile, che consente a tutti i cittadini di far valere i propri diritti in giudizio, anche in assenza delle necessarie risorse economiche.

Per garantire la sostenibilità di questo sistema e la sua efficacia, però, è fondamentale che esso sia applicato in modo rigoroso e trasparente, nel rispetto dei principi di legalità e di equità.

Se hai bisogno di accedere al gratuito patrocinio e di assistenza legale qualificata, ti invitiamo a contattare lo Studio Legale Bombaci & Partners, chiamando o compilando il form di contatto.

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La nostra esperienza e il nostro impegno per la tutela dei diritti ti garantiranno il supporto necessario per affrontare con determinazione e competenza il tuo percorso per avere giustizia.

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