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Asma professionale, come ottenere il risarcimento danni e come certificarlo

Asma professionale, come ottenere il risarcimento danni e come certificarlo

L’asma professionale è una patologia respiratoria indotta dall’esposizione a specifici agenti presenti nell’ambiente lavorativo.

Questa condizione, caratterizzata da sintomi quali dispnea, respiro sibilante, tosse e oppressione toracica, può compromettere gravemente la qualità della vita dei lavoratori.

Le cause principali includono l’inalazione di allergeni o irritanti come polveri, fumi chimici e agenti biologici, che scatenano una risposta infiammatoria nelle vie aeree.

La diagnosi precoce e l’intervento tempestivo sono fondamentali per gestire efficacemente l’asma professionale e ridurre i sintomi.

Come possono i lavoratori affetti da questa patologia, ottenere un risarcimento per i danni subiti? E come possono certificare l’asma professionale? Approfondiamo questi argomenti nell’articolo.

Asma professionale, come ottenere il risarcimento danni

L’asma professionale, come abbiamo anticipato, è una patologia respiratoria cronica che può insorgere a seguito dell’esposizione prolungata a sostanze irritanti o allergeni presenti nell’ambiente lavorativo.

Questa patologia prevede un indennizzo. Il primo passo per ottenerlo è il riconoscimento di tale malattia come infortunio sul lavoro.

Nel nostro Paese è l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) l’ente preposto alla gestione delle richieste di indennizzo per malattie professionali.

Per avviare la procedura di risarcimento, innanzitutto devi rivolgerti a uno specialista per ottenere quanto prima una diagnosi medica che attesti la correlazione tra l’asma e l’attività lavorativa svolta.

Dopo di che puoi presentare la denuncia di malattia professionale all’INAIL, corredata da tutta la documentazione medica e lavorativa pertinente.

Il risarcimento per asma professionale può comprendere diverse voci: l’indennità per inabilità temporanea assoluta, la rendita per inabilità permanente e l’indennizzo per danno biologico.

L’indennità per inabilità temporanea assoluta è la somma erogata per il periodo in cui il lavoratore è impossibilitato a svolgere la propria attività lavorativa, proprio a causa della malattia.

La rendita per inabilità permanente viene riconosciuta solo nel caso in cui l’asma abbia provocato nel lavoratore una riduzione permanente della capacità lavorativa.

L’indennizzo per danno biologico che riguarda il pregiudizio alla salute del lavoratore, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito. Si tratta di un danno non patrimoniale.

Per ottenere il risarcimento, è fondamentale dimostrare il nesso causale tra l’esposizione lavorativa e l’insorgenza dell’asma.

A questo scopo il tuo legale potrà consigliarti di raccogliere testimonianze di colleghi, di conservare le relazioni tecniche sui rischi presenti nell’ambiente di lavoro e le certificazioni mediche.

Sarà lo stesso avvocato a informarti se hai la possibilità di richiedere anche il cosiddetto “danno differenziale”, ossia la differenza tra l’indennizzo riconosciuto dall’INAIL e quello previsto dalla normativa civilistica per il risarcimento del danno non patrimoniale.

Asma professionale, come si certifica

Riconoscere l’asma come una malattia causata dall’ambiente lavorativo è un processo che richiede una serie di passaggi ben definiti. Ecco una guida per certificare questa malattia:

  1. Diagnosi medica specialistica: un medico specializzato nelle malattie respiratorie dovrà confermare che la tua asma è legata al tuo lavoro. Questo avverrà attraverso specifici test, come la spirometria.
  2. Certificato medico: il medico rilascerà un certificato ufficiale che attesta che la tua malattia è professionale.
  3. Comunicazione all’INAIL: il certificato dovrà essere inviato all’INAIL.
  4. Denuncia del datore di lavoro: anche il tuo datore di lavoro dovrà comunicare all’INAIL il tuo caso.
  5. Raccolta della documentazione: raccogli tutta la documentazione possibile a supporto della tua richiesta, come analisi ambientali del luogo di lavoro o testimonianze di colleghi.
  6. Valutazione dell’INAIL: l’INAIL valuterà attentamente tutta la documentazione e, se riterrà fondata la tua richiesta, riconoscerà l’asma come malattia professionale e valuterà l’indennizzo.
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